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ROTH

 

La politica è menzogna, ci inganna e ci illude con  preoccupante garanzia di verità. In Cosa Bianca Nostra Philip Roth lo dimostra  in modo dissacrante, feroce, ironico.

In una nuova edizione questo splendido  romanzo del grande autore americano prende spunto da una dichiarazione di Nixon  del 1971 in cui il Presidente americano si scaglia contro l’aborto in modo  assoluto.

E fin qui nulla da eccepire nell’America bigotta e repubblicana del  tempo. Il problema è l’assoluta mancanza di coerenza di Nixon, smascherato negli  anni successivi da alcuni nastri segreti in cui giustifica l’interruzione di  gravidanza solo nei casi di rapporti interraziali.

Roth si prende così gioco del  Presidente razzista e anti-democratico attraverso una serie di esilaranti  travestimenti e sotto il falso ma molto riconoscibile nome di Picchio E.Pixon,  nemico dei boy-scouts che lo considerano troppo libidinoso, predicatore di pace,  ma allo stesso tempo invasore della temibilissima Danimarca.

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Il protagonista del  libro di Roth è sempre pronto a dissimulare la menzogna, a nasconderla nel  perbenismo o in un’opera di solidarietà. Per questo il pubblico americano  all’epoca ha riso molto e continua a scatenarsi in mille risate sfogliando Cosa  Bianca Nostra. Quello italiano non può conoscere tutti i riferimenti alla storia  degli Stati Uniti, ma non sarà difficile identificare Picchio Pixon in qualche  politico nostrano. Roth è feroce con la sua descrizione di una realtà marcia e  assurda, ma non si può fare a meno di ironizzare nel vedere il Presidente tutto  nudo vittima di un attentato a farneticare contro l’aborto. Nessuno si salva e  tutti sono irrimediabilmente perduti in una palude di falsità. Lettori  inclusi.

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