Gard al Museo Ca’ Pesaro di Venezia COMMENTA  

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Gard, al Museo Ca' Pesaro di Venezia
Gard, al Museo Ca' Pesaro di Venezia

 Ferruccio Gard e la percezione colta dal rapporto tra geometria e colore

Chromatism and Optical Art al Museo Ca’ Pesaro di Venezia sino al 6 dicembre

Dopo aver realizzato oltre 150 personali tra Europa, Asia e Americhe, ed aver partecipato più volte alla Biennale di Venezia, la mostra personale presso il Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro intende manifestarsi quale degna celebrazione dell’artista, piemontese d’origine ma veneziano di adozione, Ferruccio Gard. Conosciuto dai più per la sua attività di giornalista in Rai, egli ha saputo seguire con costanza e abilità tecnica la sua passione di pittore, interessandosi alle dinamiche morfologiche della pittura cinetica. Si ricorda la mostra Arte programmata e cinetica internazionale del 1985 presso la Galleria 8+1 di Mestre.

Chromatism and Optical Art (titolo della esposizione) curata da Gabriella Belli, intende presentare il suo percorso pittorico che si direbbe sottolineare la sua attenzione per la percezione della linea e più in generale per il complesso formale posto in relazione con il colore. Considerazioni che si legano dunque al rigore della geometria da una parte e alle peculiarità del pigmento dall’altra. Risultati che consentono il sorgere di svariati punti d’osservazione, dipesi anche dalla posizione assunta mentre si osservano le opere. Realtà concettuali che trovano, sopratutto alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, relazioni nuove ove la struttura geometrica sembra quasi scomparsa per venir riletta attraverso nuovi filtri di visione. Concetti che vengono nuovamente ridefiniti, in particolar modo nelle ultime opere proposte dall’artista, in cui si riscontra un parziale ritorno alla geometria.

La mostra, che resterà aperta sino al 6 dicembre, intende indagare le intenzionalità di un artista acclamato come Ferruccio Gard ed il suo rapporto con la percezione visiva.


 

 

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