Gaza, bombardato il palazzo dei media. In Egitto si lavora per la pace COMMENTA  

Gaza, bombardato il palazzo dei media. In Egitto si lavora per la pace COMMENTA  

GAZA, 19 NOVEMBRE 2012 – Ancora un attacco al palazzo dei media di Gaza. Nel raid, riporta l’emittente palestinese al-Aqsa, con sede proprio nel grattacielo bombardato, avrebbero perso la vita due persone e tre sarebbero i feriti. Si tratta del secondo attacco in 24 ore che vede come bersaglio il palazzo dei media, situato nel centro di Gaza e la sede di numerose redazioni giornalistiche. Con queste ultime vittime, i missili di Israele hanno portato a 95 il numero dei morti palestinesi, mentre i feriti sono più di 900.


Mentre il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi, continuano i confronti diplomatici e sembra che nelle ultime ore siano emerse possibilità di un duraturo cessate il fuoco da entrambe le parti.


Al Cairo, infatti, sta avendo luogo un summit tra i vertici dell’intelligence egiziana e Khaled Meshaal, leader di Hamas, in cui sono esaminate le condizioni poste ieri da Israele per stipulare una tregua. Il Fatto Quotidiano, citando il sito Ynet, che riporta notizie (ancora non confermate) provenienti dall’Egitto, illustra le sei richieste fatte da Israele: la prima riguarda una «tregua per un periodo di oltre 15 anni», mentre la seconda richiesta imporrebbe l’immediata cessazione del contrabbando e del trasferimento di armi a Gaza. Il terzo diktat israeliano prevede la fine del lancio di razzi da parte delle milizie armate palestinesi, nonché la cessazione degli attacchi ai soldati israeliani di stanza presso la frontiera di Gaza. Ynet, poi, riporta la pretesa da parte di Israele di «dare la caccia ai terroristi» in caso di attacco imminente o già avvenuto, nonché il mantenimento del passaggio di frontiera di Rafah, tra Gaza e l’Egitto, mentre lo stato ebraico terrebbe ancora chiusi quelli tra Gaza e Israele. L’ultimo punto attribuisce al presidente egiziano Mohamed Morsi e ai suoi collaboratori il ruolo di garanti dell’armistizio, in modo che il cessate il fuoco sia tutelato non solo dalle forze di sicurezza, ma anche dalla politica egiziana, molto coinvolta diplomaticamente dall’inizio degli scontri nella scorsa settimana.


I rappresentanti palestinesi, dal canto loro, al summit egiziano hanno reso note le loro richieste: la fine dell’embargo a Gaza e lo stop delle uccisioni mirate.

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Foto: businessinsider.com

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