GB, 50 anni e la paura di invecchiare: chiede di morire, il giudice le dà ragione COMMENTA  

GB, 50 anni e la paura di invecchiare: chiede di morire, il giudice le dà ragione COMMENTA  

La cronaca la nomina con la sola lettera C, un tributo all’anonimato che questa vicenda sembra richiedere. Eppure i fatti sono stati ricostruiti con una certa precisione.

C è una donna di cinquant’anni, ex star della vita mondana londinese, ma non una vip, alla quale la vita sta regalando, si fa per dire, un invecchiamento che dire burrascoso è poco.

Uomini uno via l’altro, pare, in passato quattro matrimoni e tre figlie, ora adulte, a loro volta sposate, a loro volta con figli, cosa che rende impossibile scansare la nuova definizione di “nonna C”.

Solo che l’appellativo, seppure coerente con i nuovi gradi parentela instauratisi con l’allargamento delle famiglie, nonché con l’usuale procedere degli anni, risulta per C del tutto inaccettabile.

Rischia addirittura di trasformarsi in odio nei confronti delle figlie, con le quali C va su tutte le furie per via del fatto che hanno deciso di procreare, dando il via a conseguenze detestabili.

Non solo, ma qualche mese fa, a C è stato diagnosticato un tumore, anche se pare non si tratti di un male in stato avanzato o irrecuperabile.

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Lei ha reagito interrompendo ogni rapporto con il mondo esterno, chiudendosi in se stessa e finendo per tentare il suicidio con barbiturici e una bottiglia di champagne. Non essendo però riuscita a portare a termine i suoi propositi, è finita d’urgenza in ospedale, dove è stata salvata e dove si trova tuttora, costretta ormai alla dialisi, interrompendo la quale morirebbe in breve tempo. Questa, però, sembrerebbe essere la prospettiva a lei più gradita, tanto da indurla a chiedere con tutte le forze ai medici di fermare il trattamento vitale e lasciarla trapassare.

I dottori e le figlie non hanno mai voluto darle ascolto, insistendo sul fatto che C sarebbe preda di “un disordine istrionico della personalità” che si manifesterebbe soprattutto in una insana paura di invecchiare e affrontare gli effetti del tempo circa “il suo aspetto e le sue sostanze materiali”. In soccorso della donna, sarebbe però intervenuto il giudice britannico Mac Donald, secondo il quale non si può impedire il rifiuto del trattamento di dialisi, per quanto possa apparire “irragionevole, illogico e perfino immorale”. L’ospedale, il King’s College, ha deciso per tutta risposta di presentare ricorso e ora la decisione passa alla Court of Protection, che dovrà deliberare se C ha il diritto di morire oppure no e se è in possesso delle capacità che le consentano di prendere una decisione del genere.

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