Gela: raffineria Eni in stallo. Rischio per 3000 dipendenti COMMENTA  

Gela: raffineria Eni in stallo. Rischio per 3000 dipendenti COMMENTA  

500 dipendenti in cassa integrazione ed il rischio di mandarne gran parte dei 3.000 in cig. E’ questa in sintesi la strategia di Eni, il noto colosso del petrolchimico, che a causa della crisi economica e la drastica riduzione dei consumi di carburante in Italia sarebbe in procinto di interrompere per un anno parte delle attività di Gela e di collocare 500 dei suoi 1.200 dipendenti in cassa integrazione a zero ore, con il rischio però di mandare in cig anche gran parte dei 3.000 lavoratori dell’indotto. Il progetto aziendale è stato comunicato alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl in due tavoli tecnici contemporanei: uno con le organizzazioni dei chimici, nello stabilimento di Gela, l’altro presso la prefettura di Caltanissetta per affrontare le relative conseguenze sull’attività dell’indotto. Un terzo incontro è avvenuto a Roma, con i sindacati nazionali del settore energia. L’Eni assicura che il blocco dei lavori durerà 12 mesi, dopo i quali il livello di produzione ed occupazione torneranno alla normalità. I sindacati della chimica e dell’energia, avuta la comunicazione, hanno lasciato il tavolo di confronto e hanno convocato d’urgenza il consiglio delle rappresentanze sindacali unitarie alle 11.30. L’assemblea dovrà decidere la strategia da adottare di fronte alle scelte aziendali.

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