Generazioni Componibili, una riflessione sul mondo di oggi

Cultura

Generazioni Componibili, una riflessione sul mondo di oggi

Debutterà il 21 marzo alle ore 21.00 in Prima Nazionale al Teatro della Tosse, Generazioni componibili spettacolo di Alessandro Bergallo, Emanuele Conte e Andrea Pugliese tratto dal libro di quest’ultimo People from Ikea, regia di Emanuele Conte con Alessandro Bergallo. Lo spettacolo resterà in scena fino al 7 aprile. Prosegue al Teatro della Tosse il percorso ideale nelle case e nelle famiglie di oggi dando voce anche agli arredi.

Emanuele Conte e Alessandro Bergallo tornano a lavorare insieme dopo la fortunata trilogia di BOX e lo fanno partendo dal libro People from Ikea, una raccolta di racconti di Andrea Pugliese, scritti nel corso di tre mesi trascorsi all’interno di un punto vendita Ikea di Roma. Rispetto ai lavori passati si tratta di un ulteriore passo avanti, che affianca all’ironia che ha scandito le opere precedenti un registro spesso più drammatico.

Il colosso svedese è il simbolo della società globalizzata. Negozi, mobili, cibo, pubblicità e anche clientela sono uguali in ogni angolo del mondo.

I punti vendita di Stoccolma sono identici a quelli di New York, Genova, Berlino, Rio, Seattle, Roma e Tokio, veri microcosmi che azzerano le differenze e possono essere utilizzati come osservatori sociali. Un piccolo viaggio nella vita di qualcun altro” è questa, come dice Bergallo all’inizio dello spettacolo, l’idea di fondo di Generazioni Componibili. Uno spettacolo che riflette sul mondo di oggi e analizza il nostro quotidiano con ironia solo apparentemente leggera

La felicità di una giovane coppia ansiosa di iniziare una vita insieme, madre e figlia che usano la scelta di un mobile come scusa per sfogare le reciproche recriminazioni, le insicurezze e le paure per l’arrivo di un figlio, tutti sentimenti che galleggiano nei corridoi Ikea tra una libreria Billy e un divano Ektorp. Un enorme laboratorio in cui tutti noi prima o poi siamo entrati e forse siamo stati studiati come cavie consenzienti di un grande esperimento. Una società omologante, che cerca di rendere tutto e tutti uguali ma che restituisce una generazione sempre più precaria in bilico tra il catalogo di quest’anno e di quello successivo.

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