Gentiloni ospite a Otto e Mezzo, l’Italia non è a rischio attentati COMMENTA  

Gentiloni ospite a Otto e Mezzo, l’Italia non è a rischio attentati COMMENTA  

Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, ospite martedì sera di Lilli Gruber alla trasmissione Otto e Mezzo su La7 ha avuto modo di chiarire alcuni punti fondamentali circa la situazione del nostro paese a fronte dei recenti attentati di Parigi.

Gentiloni ha in primo luogo chiarito che la solidarietà offerta dall’Italia è una risposta a “una richiesta di solidarietà politica”, dovuta, in ogni caso, sulla base “dell’articolo 42 dei trattati europei che impone la solidarietà da parte di tutti i paesi dell’Unione Europea in caso di attacco”, ma che non è ancora chiaro in quali termini potrà concretizzarsi.

“Vedremo che cosa ci chiederanno i francesi” ha chiuso il ministro, senza sbilanciarsi.

Gentiloni ha poi confermato le dichiarazioni del ministro Alfano circa il fatto che l’Italia non è a rischio di attacchi imminenti.

“In questo momento” ha spiegato Gentiloni, “Daesh (la nuova denominazione dell’Isis, ndr) è in difficoltà sia in Iraq, sia in Siria, e quindi potrebbe decidere di compiere atti terroristici per riprendere un ruolo, da un certo punto di vista”.

È chiaro, ha poi proseguito il ministro che ci sono “fra i 25 e i 30 mila europei combattono nelle fila di Daesh”, che “in Italia sono meno di cento”, ma che ci sono paesi “con migliaia di giovani che si arruolano con Daesh”, paesi che quindi “sono paesi a rischio”.

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Gentiloni, su questo aspetto della convivenza, all’interno di una stessa nazione, di cittadini ‘comuni’ e di estremisti filo islamici, ha poi ricordato un passaggio del discorso di Hollande alla Camera, quando il presidente francese ha rimarcato che i fatti di venerdì hanno visto alcuni francesi uccisi da altri francesi.

In merito poi ad alcuni recenti video diffusi dall’Isis in cui si evidenziano richiami all’Italia, Gentiloni ha puntualizzato che “nella propaganda di Daesh l’utilizzo di simboli, fra cui il Colosseo e il Vaticano, è molto frequente”, ma che si tratta di “riferimenti alla cristianità, a Roma”. “I servizi segreti sono sempre molto attenti” ha garantito il ministro, auspicando poi che il lavoro dei “servizi di intelligence dei principali paesi europei e non solo” si basi sempre di più “sulla condivisione delle informazioni”.

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