Germania, inaugurata la prima autostrada per ciclisti COMMENTA  

Germania, inaugurata la prima autostrada per ciclisti COMMENTA  

Mai come in questo momento, con la Conferenza Mondiale sul Clima in chiusura, il tema della protezione dell’ambiente risulta attuale.

Domandarsi cosa ciascuno può fare, nel piccolo, per migliorare le condizioni del nostro pianeta e iniziare a promettere un futuro migliore a chi verrà dopo di noi è un esercizio utile e doveroso, ma è chiaro che, in questo settore, ciò che conta davvero sono le scelte dei governi, quelle che spostano e modificano grandi quantitativi di energia e emissioni nocive. Tempo fa, dalla Francia, era arrivata la notizia di un piccolo incentivo dato a chiunque avesse deciso di recarsi al lavoro in bicicletta, lasciano l’automobile nel garage di casa. Ora, dalla Germania, arriva la notizia di un ulteriore passo avanti.


In piena Ruhr, massima espressione europea di ciò che può definirsi un’area a forte industrializzazione, è stata inaugurata la prima autostrada ad uso esclusivo dei ciclisti. Radschnellweg è il nome di questa nuova infrastruttura, cento chilometri la lunghezza che raggiungerà a cose fatte, cioè nel 2020. Per ora, collega Duisburg a Essen, per un totale di venti chilometri, ma in futuro si arriverà fino a Geisenkirchen, Bochum e Dortmund. Poche curve, pochissimi sali scendi, una barriera laterale costituita da un filare di alberi, asfalto nuovo di zecca, due corsie. La Germania ha deciso di investire in un’opera che mira a diventare una vera e propria alternativa agli spostamenti via automobile, regalando ai ciclisti una strada a loro uso esclusivo, eliminando ogni fonte di pericolo. Per la categoria specifica un vantaggio enorme, per gli altri un vantaggio più difficile da quantificare, perché bisognerà capire quanto la nuova autostrada sarà utilizzata, ma di certo si può pensare che ogni auto ferma a casa e ogni milligrammo di inquinamento evitato rappresentano comunque un successo.


Singolare che, nel frattempo, in Italia sia stato presentato un emendamento al nuovo codice della strada che preveda l’introduzione di targa e bollo per i ciclisti.

A farlo è stato il senatore del Pd Marco Filippi, il quale ha raccolto un vasto plauso da parte di quanti considerano gli amanti delle due ruote un vero e proprio pericolo per i pedoni, dal momento che spesso usano i marciapiedi al posto della strada e parlano al cellulare mentre pedalano.

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