Germania Isis: preso siriano Jaber Albakr che preparava attentato COMMENTA  

Germania Isis: preso siriano Jaber Albakr che preparava attentato COMMENTA  

Jaber Albakr (foto da www.bild.de) bloccato dai connazionali siriani

BERLINO . “Siamo esausti, ma molto felici”. Queste sono le parole del tweet della polizia della Sassonia che alle 6.06 ha dato la notizia dell’arresto a Lipsia di Jaber Albakr, il siriano 22-enne sospettato da subito di essere collegato a Isis e di aver preparato un attentato in Germania, forse ad uno dei due aeroporti di Berlino. E poche ore dopo il capo della polizia sassone, Joerg Michaelis, ha confermato che esiste un nesso fra il giovane e lo stato islamico.


A consegnarlo alla polizia sono stati due connazionali cui il giovane aveva chiesto aiuto.

L’operazione è scattata poco dopo la mezzanotte, nel quartiere di Paunsdorf, a casa dei siriani. Si parla al plurale perché conferma la polizia che si è trattato di più di un connazionale di Albakr. Questo dettaglio è cruciale, dato che è emerso che il presunto terrorista era arrivato in Germania nell’anno dei profughi, il 2015, e che da mesi gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato.


Infatti, secondo lo Spiegel, il siriano ricercato era arrivato come profugo in Germania nel febbraio 2015. Dopo l’ingresso illegale era stato registrato a Rosenheim. Due mesi dopo aveva presentato domanda di asilo, poi accettata in giugno. Senza dubbio, l’Afd e la destra del partito di Merkel marceranno su questo fattore; ma il fatto che sia stato consegnato alla polizia dai due connazionali è un elemento da non sottovalutare.


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Albakr si era rivolto ai due siriani alla stazione principale di Lipsia e loro lo hanno invitato a dormire a casa loro. Appena i due hanno capito che si trattava del latitante, hanno immediatamente avvisato la polizia. E a soli due giorni dalla spettacolare caccia all’uomo cominciata sabato mattina in un quartiere della periferia di Chemnitz, sono ormai emersi molti dettagli.

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Alle 7.04 di sabato mattina Albakr è uscito dal suo appartamento, sfuggendo per un pelo la polizia che già si stava preparando al blitz e aveva sgomberato gli appartamenti circostanti. Non è ancora chiaro se sia uscito per caso a quell’ora o se si fosse reso conto dell’accerchiamento, riuscendo a scappare per tempo.

La polizia ha inoltre chiarito di non aver fatto irruzione nell’edificio perché consapevole del rischio esplosivo all’interno e per la stessa ragione di non aver potuto evacuare prima gli abitanti del complesso. L’uomo è riuscito poi a prendere la fuga sotto il naso degli agenti, che hanno sparato in aria per non colpirlo. I 35 chili di equipaggiamento che le teste di cuoio indossano hanno impedito loro di inseguirlo di corsa.

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Ora Albakr sarà trasferito nel corso della giornata a Karlsruhe, sede della procura federale tedesca, competente per le questioni di terrorismo. “Tutto indica che il sospetto avesse intenzione di compiere un attentato di matrice islamica”, sostiene la procura, mentre i media tedeschi ipotizzano che l’obiettivo del terrorista fosse un aeroporto o un altro luogo di transito.

Nell’appartamento di Chemnitz, dove le forze speciali sono entrate sabato mattina pochi dopo la fuga del giovane, sono stati ritrovati circa 500 grammi di Tatp (più di un chilo secondo altre fonti), l’esplosivo utilizzato dai jihadisti dell’Isis per creare ordigni artigianali. La stessa sostanza venne utilizzata per gli attentati di Parigi e Bruxelles. “Si può supporre – ha detto il capo della polizia della Sassonia – che il materiale esplosivo, sotto forma di una cintura esplosiva, fosse praticamente pronto per essere utilizzato”.

Si pensa che Albakr avrebbe reperito su Internet tutte le informazioni per costruire l’ordigno e sempre sul web si sarebbe procurato il necessario.

La procura di Dresda ha reso noto di aver confermato la custodia cautelare in carcere per il primo siriano arrestato sabato scorso alla stazione di Chemnitz, sospettato di essere complice di Albakr. L’uomo, un 33enne anche lui di nazionalità siriana, aveva preso in affitto l’appartamento in cui era stato trovato l’esplosivo. Anche lui, come Alkbar, era registrato in Germania come profugo.

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  • Jaber Albakr (foto da www.bild.de) bloccato dai connazionali siriani
  • Jabel Albakr poco prima della cattura (foto Bild Zeitung)
  • Mohammed A., il siriano che ha bloccato il connazionale (foto Bild Zeitung)

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