Germania pronta ad accogliere mezzo milione di profughi l’anno COMMENTA  

Germania pronta ad accogliere mezzo milione di profughi l’anno COMMENTA  

Le parole del vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel hanno fatto il giro d’Europa.

Sanno un po’ di sfida, nella loro perentorietà, ma, ormai, si è capito che da Berlino vogliono dare con chiarezza l’impressione di voler andare dritti per la loro strada e, così, in tema migranti, si è arrivati a veri e propri proclami.


“Penso” ha dichiarato Sigmar Gabriel “che possiamo farcela certamente con mezzo milione di persone, per alcuni anni. Non ho dubbi, forse anche di più”, “perché siamo un Paese forte dal punto di vista economico, su questo non c’e’ alcun dubbio”.

Dichiarazioni che chiariscono gli intenti futuri della Germania, e pazienza se, al termine del vertice della maggioranza di due giorni fa, la Cdu ha voluto ribadire che l’apertura delle frontiere ai profughi siriani è da considerarsi misura eccezionale e irripetibile. Nel dubbio, comunque, il vice cancelliere tedesco ha sottolineato la necessità di trovare una soluzione basata su un’azione comune da parte di tutti gli stati europei, perché “la politica europea deve cambiare” e “l’Europa non deve trasferire la responsabilità dell’accoglienza dei rifugiati a pochi Paesi come Austria, Svezia e Germania“. Dimenticate Italia e Grecia, che per otto mesi hanno tenuto in piedi l’accoglienza europea, iniziano a prendere forma i numeri del ricollocamento, che prevederebbe 30 mila profughi in Germania, 24 mila in Francia e 15 mila in Spagna, mentre Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia si sono già dichiarate non disponibili a ricevere migranti.


Sul tema dell’accoglienza, comunque, va detto che molti analisti stanno fornendo indicazioni che vanno ben oltre la comune percezione del fenomeno e delle mosse della Germania.


Un editoriale di Maurizio Ricci su Repubblica di ieri, nel citare le analisi di alcuni economisti, concludeva ad esempio che “gli immigrati che si rovesciano a ondate sulle frontiere europee non sono il problema.

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Sono la soluzione del problema”. L’argomento è la sostenibilità delle società europee, dove, al momento, “ci sono quattro persone in età lavorativa (15-64 anni) per ogni pensionato”, mentre, “nel 2050, ce ne saranno solo due”.

Il problema è e sarà sempre di più quello delle pensioni, che, nell’impossibilità di tagli clamorosi, può essere risolto solo aumentando il numero dei contribuenti. “Leonid Bershidsky su Bloomberg” scrive Ricci “calcola che l’Europa avrebbe bisogno di 42 milioni di nuovi europei entro il 2020. Cioè domani. E di oltre 250 milioni di europei in più nel 2060. Chi li fa, tutti questi bambini?”. Ecco allora che, in quest’ottica, i migranti si trasformano da fastidioso e ingestibile problema a risorsa da sfruttare, mentre la generosità tedesca potrebbe chiamarsi senso pratico, o, alternativa per maligni, opportunismo.

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