Gervasoni e quelle due partite chiacchierate - Notizie.it

Gervasoni e quelle due partite chiacchierate

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Gervasoni e quelle due partite chiacchierate

L’inchiesta Last Bet si ferma. Precisiamo: si allontana solo momentaneamente dalla luce dei riflettori, giusto il tempo di mettere insieme l’amplissimo materiale messo a disposizione dagli interrogatori, ma di certo entro la prima metà del 2011 arriverà una nuova, lunga lista di indagati. Il tutto in attesa che fin dal 2 gennaio si metta in moto Stefano Palazzi, pronto ad una raffica di interrogatori in vista dell’inevitabile, nuovo processo sportivo. Nell’attesa tutti i calciatori o ex arrestati la mattina del 19 dicembre sono tornati in libertà totale, come nel caso di Sartor, o parziale, leggi arresti domiciliari, nel caso di tutti gli altri, da Gervasoni a Santoni. Ma in queste ore è rimbalzato violento l’eco dei verbali dell’interrogatorio dell’ex difensore di Albinoleffe, Mantova e Piacenza, di sicuro il più “utile” agli inquirenti perché il più ricco di particolari.

Ora, è vero che il millantato credito in casi come questi è un pericolo sempre in agguato come è vero che non bisogna prendere per oro colato le dichiarazioni di quello che di fatto è un pentito ma è altrettanto innegabile come il contenuto del pentolone scoperchiato dall’ex giocatore sia davvero spaventoso.

Decine di giocatori coinvolti ed altrettante partite truccate sul nascere, di campionato come di Coppa Italia, di fine stagione ma non solo. Un malaffare cominciato addirittura tre anni fa ai tempi della militanza di Gervasoni nell’Albinoleffe, una squadra che, almeno stando ai verbali, esce con le ossa rotte da questa prima parte di inchiesta. E’ già partita la caccia alla discolpa da parte dei tanti calciatori, tutti ancora in attività, infangati da Gervasoni e sicuramente qualche refuso c’è stato: come quello legato al nome del portiere del Lecce, Benussi e non Benassi come riportato da Gervasoni.

Ma sul fatto che almeno due partite della storia recente della Serie B fossero state manipolate, beh molti appassionati nutrivano pochi dubbi. Il riferimento è ad Albinoleffe-Ancona 3-4 del 30 maggio 2009 e ad Albinoleffe-Piacenza 3-3 del 20 dicembre 2010: gare a dir poco chiacchierate subito dopo, anzi durante, il fischio finale.

Troppi gol e soprattutto gol “facili”, si disse: esultanze moderate e rimonte ai limiti dell’impossibile avevano fatto drizzare le antenne a chi di calcio ne mastica da anni. Inspiegabilmente, però, nel primo filone di inchiesta della scorsa estate delle due partite non c’era traccia. A far cadere il platonico velo c’ha pensato Gervasoni, i cui racconti sono stati a dir poco agghiaccianti. Nel primo caso, dice il giocatore, “fui contattato da tre giocatori dell’Ancona: per loro vincere sarebbe stato di vitale importanza. Io manifestai la mia disponibilità e parlai con i miei compagni: non tutti erano d’accordo ma pochi giorni dopo tre dell’Ancona, Turati, Colacone e Mastronunzio mi portarono 15.000 euro”. Ora è tutto chiaro: quella rimonta impossibile dei biancorossi, che passarono tra il 70’ ed il 90’ dall’1-3 al 4-3 trova dunque una spiegazione. Peccato che quel risultato condizionò pesantemente il campionato: i marchigiani infatti centrarono il playout poi vinto ai danni del Rimini mentre il Pisa retrocedette direttamente Rimini e Pisa sarebbero poi fallite a causa di quella retrocessione: ed ora chi risarcirà presidenti e tifosi?

Ancor più nauseabondo il resoconto di Albinoleffe-Piacenza 3-3: Gervasoni tira in ballo “le due dirigenze: avevano concordato la partita, così mi disse Cassano.

Erano d’accordo sia i giocatori che le società”. Dichiarazioni pesantissime che potrebbero inchiodare anche Fabrizio Garilli, l’ex presidente del Piacenza che lasciò l’incarico proprio perché “schifato dallo scandalo scommesse”. Fino a prova contraria sono tutti innocenti ed il nome di Garilli non filtra da nessuna parte ma lo spaccato riportato, comprendente anche, tra le altre, Atalanta-Livorno 0-2, partita conclusasi con un risultato opposto di quello “previsto”, lascia a bocca aperta. Ma impone anche una riflessione: sarà proprio tutto vero quanto detto da Gervasoni?

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