Gheddafi se va. Restano le polemiche

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Gheddafi se va. Restano le polemiche

Il leader libico, Gheddafi in visita a Roma
È terminata la visita di Gheddafi in Italia. Il leader libico si è imbarcato a Ciampino sull’aereo che lo riporta in patria. Ma il giorno dopo i festeggiamenti per il trattato di amicizia tra Italia e Libia, le lezioni di Corano alle hostess italiane, lo spettacolo equestre e la cena di gala, non si placano le polemiche sulla visita del Colonnello nel nostro Paese. Anche i vescovi intervengono sulla vicenda, definendola un’ “incresciosa messa in scena”. E il presidente del Veneto, Luca Zaia (Lega), rincara le critiche già mosse nei giorni scorsi dalla Lega: “‘Gheddafi i suoi inviti all’islamizzazione li vada a fare a casa sua”, ha detto, facendo eco al titolo con cui la Padania apre la prima pagina di oggi.
“Forse solo un boomerang”, “certamente è stata una lezione, magari pure per i suonatori professionisti di allarmi sulla laicità insidiata”: così il quotidiano dei vescovi, Avvenire, in un editoriale firmato dal direttore Marco Tarquinio tira le fila della visita del leader libico a Roma, tra affari e provocazioni.

“Incontrarsi serve comunque e sempre”, premette Tarquinio lodando la “nuova stagione” e la “riconciliazione” tra Roma e Tripoli. Però – sottolinea il giornale della Cei – non si possono sottacere “aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche” della visita così come “momenti incresciosi e urtanti” quali l’incontro per “una sessione di propaganda islamica (a sfondo addirittura europeo) tra il leader libico e hostess appositamente reclutate”.

Avvenire si chiede quindi come Gheddafi – nella “tollerante e pluralista Italia” dalle “profonde e vive radici cristiane” e al tempo stesso capace di “una positiva laicità” – abbia potuto “fare deliberato spettacolo di proselitismo (anche grazie a un Tg pubblico incredibilmente servizievole…). Non sapremmo dire in quanti altri paesi tutto questo avrebbe avuto luogo o, in ogni caso,avrebbe avuto spropositata (e stolida) eco”. “Probabilmente è stato un boomerang – conclude l’editoriale -una dimostrazione di quanto possano confondersi persino in certo islam giudicato non (più) estremista piano politico e piano religioso”.

Da parte sua, Zaia ritiene fuori luogo tutti gli onori riservati al Colonnello che, secondo lui, avrebbe meritato lo stesso trattamento di qualsiasi altro cittadino: “Se potessi incontrarlo gli farei osservare che come ospite non ha un gran senso dell’educazione – ha detto il governatore del Veneto -, che i suoi strali evangelizzanti, anzi islamizzanti, no mi piacciono.

Direi che farebbe meglio ad attenersi ai temi dell’accordo economico commerciale sottoscritto tra Italia e Libia” Zaia, comunque, riserva parole di elogio per lo scambio economico tra i due Paesi. “È un buon accordo – dice Zaia – vantaggioso e il Governo ha lavorato bene, basti pensare che Maroni ha convinto Tripoli a fermare gli sbarchi clandestini”. Al di là delle osservazioni su quanto organizzato per la visita di Gheddafi in Italia, Zaia racconta del suo incontro con Gheddafi: “È una persona di straordinario acume – rileva -. Saranno quegli occhi da beduino, ma esercita un carisma eccezionale”.

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