Gian Lorenzo Bernini. Medusa tra luce ed emozione

Cultura

Gian Lorenzo Bernini. Medusa tra luce ed emozione

Ad Ancona, la Pinacoteca Civica riapre al pubblico alcuni dei suoi spazi per ospitare fino al 28 aprile 2013 la mostra “Medusa tra luce ed emozione”, un affascinante percorso attorno alla celebre scultura in marmo di Gian Lorenzo Bernini.

Medusa, con il volto di una bellezza classica e dai lineamenti morbidi, osserva in un immaginario specchio la sua immagine riflessa ed è colta nel momento in cui prende coscienza dell’atroce beffa e, materialmente davanti ai nostri occhi, le morbide carni trascolorano, le serpi guizzanti tra i capelli si paralizzano e la sua espressione di dolore e angoscia si fissa per sempre nel marmo.

Considerata dalla critica una delle opere più problematiche di Gian Lorenzo Bernini, si crede che probabilmente fu realizzata nei primi anni di pontificato di papa Innocenzo X Pamphilj, tra il 1644 e il 1648, quando l’artista fu allontanato dalla corte pontificia. Bernini realizza quest’opera scartando la raffigurazione della testa troncata di Medusa proposta dalla scultura classica, rinascimentale e manierista, magistralmente ripresa nell’ultimo decennio del ‘500 a Roma da Caravaggio.

Gian Lorenzo Bernini.

Busto di Medusa

Il Busto di Medusa, che non ha precedenti iconografici e iconologici nella sua interpretazione del mito, sembra rientrare nel novero di quelle sculture eseguite “per suo studio e gusto”, frutto di una personale meditazione dell’artista sulle finalità della scultura e sulle virtù dello scultore

Il percorso espositivo si sviluppa attorno alla celebre opera, ripercorrendo, attraverso un ricco apparato illustrativo e didattico, la storia della passione tra Gian Lorenzo Bernini e la nobildonna Costanza Piccolomini Bonarelli, moglie dello scultore Matteo Bonarelli, collaboratore di Bernini in San Pietro e dalla quale discenderà una progenie anconetana, le cui sembianze secondo recenti interpretazioni sarebbero raffigurate nel volto della Medusa.

La grande passione che legava i due amanti rischiò di trasformarsi in tragedia quando Bernini scoprì che Costanza concedeva le sue attenzioni anche al fratello Luigi e solo l’intervento papale poté evitare il peggio. Di questa vicenda rimane traccia in una coppia di opere realizzate dall’artista con le sembianze dell’amata: il Busto di Costanza Bonarelli, custodito al Museo del Bargello di Firenze, e il Busto di Medusa, che raffigura Costanza/Medusa colta nell’attimo dell’inattesa metamorfosi.

Una nuova modalità espositiva, permette di fruire la mostra in maniera nuova attraverso un allestimento multisensoriale che comprende un innovativo sistema di illuminazione a LED sviluppato da Targetti, una partitura musicale a tema e un bouquet di profumi appositamente studiato per l’occasione.

L’esposizione rientra nell’ambito del progetto di ricaduta territoriale Tiziano Grand Tour e anticipa la grande retrospettiva su Tiziano che si terrà a partire da marzo alle Scuderie del Quirinale.

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