Giannino lascia la direzione di Fare, ma rimane candidato premier: «Le balle private non danneggino il partito» COMMENTA  

Giannino lascia la direzione di Fare, ma rimane candidato premier: «Le balle private non danneggino il partito» COMMENTA  

Galeotto fu il master. Oscar Giannino (nella foto), affida a Twitter la sua decisione di rassegnare le «dimissioni irrevocabili da presidente in direzione» e di lasciare la guida di Fare per Fermare il Declino. «I danni su di me per inoffensive ma gravi balle private non danneggino il partito» spiega il giornalista. «È una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e con i soldi pubblici, io comincio dal privato. Ora giù a pestare destra, sinistra e centro».


La direzione di Fare ha nominato presidente del movimento l’avvocato Silvia Enrico, perché, come ha dichiarato su Ansa un membro direttivo «Giannino non ha voluto sentire ragioni, è stato irremovibile».


Su La Stampa, d’altronde, il partito non perdona il pasticcio del master “inventato”: «C’è rispetto e c’è riconoscenza per il grande lavoro svolto finora da Oscar Giannino» ha affermato Marco Beltrami, coordinatore ligure di Fare per Fermare il Declino «ma non c’è purtroppo “assoluzione” per una leggerezza di questo genere».


L’abbandono della leadership non comporta, però, la rinuncia alla candidatura alla Presidenza del Consiglio: «Giannino rimane, al momento, candidato premier di Fare per fermare il declino» ha assicurato Franco Turco, coordinatore di Fare a Cagliari e membro della direzione nazionale.

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