Gino Bartali, campione e corriere: salvò tanti ebrei nascondendo documenti falsi nella sua bicicletta COMMENTA  

Gino Bartali, campione e corriere: salvò tanti ebrei nascondendo documenti falsi nella sua bicicletta COMMENTA  

Era il luglio del 1994 a Firenze quando il campione del Tour de France Gino Bartali rischiò possibili torture e anche la morte per mano del Maggiore  Mario Carita, il cui discutibile idolo era il brutale assassino e capo nazista Heinrich Himmler responsabile della Gestapo di Hitler e del SS.


Il momento storico è quello dopo la drammatica liberazione di Mussolini sul Gran Sasso e della creazione della Repubblica di Salò, dove molti irriducibili fascisti si riallinearono.

Fu allora che l’Olocausto arrivò davvero in Italia con tutta la sua forza e rabbia come già nel resto dell’Europa occupata dai Nazisti.


Italia vide subito la sua quota di rifugiati ebrei che cercavano di nascondere la loro identità o di fuggire in Svizzera.

Allora una voce antifascista e buon amico di Gino, il cardinale Elia Dalla Costa, attuò un’operazione segreta. Avrebbe usato le risorse della Chiesa cattolica per consegnare i falsi documenti d’identità agli ebrei nelle zone circostanti . Una di queste risorse diventò un tipografo ateo di nome Luigi Brizi che, nonostante la sua generale avversione alla religione e alla Chiesa, unì le sue forze con un sacerdote locale per contribuire in questa impresa.

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Il Cardinale Dalla Costa chiese a Gino di aiutarli. Nonostante il fatto che potesse essere ucciso, se catturato, il ciclista ha accettò. Avrebbe arrotolato i falsi documenti, nascondendoli all’interno del telaio perimetrale della sua bicicletta, per poi consegnarli ad un sacerdote ad Assisi.

Per Bartali, questa battaglia non era solo una questione di principio, era anche personale. Il suo amico, Giacomo Goldenberg, e la sua famiglia vennero perseguitati e Gino li nascondeva in un appartamento che aveva acquistato con la sua vincita in bicicletta.

Con la seguente attività clandestina, non è una sorpresa che il maggiore Carita fu allertato per sospetti su Bartali. Carita provò ogni trucco e intimidazione tattica che conosceva per far crollare Gino, il quale nonostante interiormente nervoso, resse bene e visse, così da continuare la sua opera di salvataggio.

Anche se orgoglioso dei suoi successi sportivi,  rimase in gran parte silenzioso e umile riguardo questa più importante eredità.

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