Giordana Di Stefano uccisa dall’ex convivente, l’uomo ha confessato a Milano COMMENTA  

Giordana Di Stefano uccisa dall’ex convivente, l’uomo ha confessato a Milano COMMENTA  

Avevo paura che mi portasse via mia figlia, e cosi l’ho uccisa‘. Ha confessato l’omicidio della ex convivente, Luca Priolo, che ai carabinieri di Milano ha ammesso di essere stato lui l’accoltellatore di Giordana Di Stefano, la giovane mamma di 20 anni, dilaniata con un coltello dalla furia omicida del suo assassino.

La Di Stefano è stata uccisa nella tarda mattinata di mercoledi, mentre si trovava nella propria auto, al termine della lite furibonda avuta con il padre di sua figlia. E’ morta dissanguata a pochi metri dall’abitazione dove viveva a Nicolosi, un piccolo paese alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania. 

L’ex convivente era già stato denunciato per stalking due anni fa, dopo la separazione della coppia, e proprio ieri era stata fissata la data dell’udienza preliminare dal Gip. Luca Priolo ha inferto diverse coltellate martoriando il corpo della donna e poi fuggendo via, facendo perdere le tracce. L’uomo è stato rintracciato dai carabinieri a Milano, mentre stava cercando un treno per recarsi all’estero. 

Giordana e Luca avevano un contenzioso già aperto in sede civile e inerente l’affidamento della piccola figlia di 4 anni. La donna aveva raggiunto l’accordo con l’uomo per il ritiro della denuncia ma solo se l’uomo avesse accettato di rinunciare alle pretese sull’affido. La denuncia stava rischiando di compromettere il futuro professionale di Luca Priolo, che aveva fatto richiesta per lavorare come guardia giurata, per questo aveva necessità che il procedimento si chiudesse in fretta, al fine di ottenere la licenza per il porto d’armi.

Giordana Di Stefano denunciò l’ex convivente per violazione di domicilio e stalking, dopo che l’uomo nell’ottobre del 2013 era entrato a casa della donna da una finestra. La difesa dell’uomo ha sempre sostenuto che Priolo si fosse permesso di entrare solo perchè temeva che un uomo si fosse introdotto in casa e che quindi il proprio intento fosse tutt’altro che legato a ragioni di stalking.