Giovanni Negro (Udc): “Evitiamo il referendum sulla caccia”

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Giovanni Negro (Udc): “Evitiamo il referendum sulla caccia”

“La posizione dell’Udc è netta: dobbiamo evitare la celebrazione del Referendum sulla Caccia. Non vogliamo mortificare legittime aspettative dei Comitati referendari, ma spendere 22 milioni di euro accendendo un mutuo per un Referendum che potrebbe anche non raggiungere il quorum del 50% + 1 dei votanti sarebbe uno spreco imperdonabile dato il momento di grave crisi economica finanziaria e la carenza di risorse in settori fondamentali come il socio-sanitario.
Peraltro, se il Referendum non dovesse raggiungere il quoziente richiesto, rimarrebbe in vigore l’attuale legge che invece vorremmo modificare. Nella riunione dei Capigruppo svoltasi stamane, ho sostenuto con forza la necessità di cambiare rotta e far sì che tutti i disegni di legge depositati per la discussione in Commissione vengano ritirati. Occorre abrogare con atto urgente la Legge regionale 4 settembre 1996, n. 70 recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e recepire il quesito referendario che limita a quattro le specie cacciabili.

In questo modo viene scongiurato il referendum.
Ho però sostenuto che l’Udc ed i tre maggiori partiti rappresentati in Consiglio, PdL – PD – Lega, affrontino immediatamente con un’unica proposta condivisa il tema di una nuova legge che tenga conto di una diminuzione del numero delle specie cacciabili ed una regolamentazione delle giornate di caccia durante le festività.
Credo che, a maggior ragione in momenti come questo, debbano prevalere responsabilità e buon senso e che le diverse ragioni vengano mediate nel reciproco rispetto. Così facendo sono certo che il Consiglio regionale potrà varare una buona legge, rispettosa sia delle volontà venatorie che di quelle di tutela faunistica e ambientale”.
Lo dichiara Giovanni Negro, Presidente Gruppo regionale del Piemonte Udc.

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