Giro d’Italia Contador padrone sul Mortirolo

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Giro d’Italia Contador padrone sul Mortirolo

Terminata la sedicesima tappa del Giro d’Italia, il responso è molto chiaro: il padrone della gara è uno solo e si chiama Alberto Contador.

Il Mortirolo ha ridisegnato la classifica solo alle spalle dello spagnolo, che si conferma in maglia rosa, ma adesso ha quattro minuti sul più diretto concorrente, diventato con oggi il basco Mikel Landa, mentre Aru è scivolato a quasi cinque minuti.

I numeri sono impietosi, specie nei riguardi del corridore sardo, ma raccontano la tappa in modo parziale.

Si comincia con Contador che fora in discesa e si presenta con cinquanta secondi di ritardo da Aru all’imbocco del Mortirolo. Qui, Landa fa l’andatura, sembra avere gamba, ma finisce per imporre un ritmo blando per non perdere per strada il suo capitano Aru, che inizia ad essere in difficoltà. Da dietro, Contador comincia ad accelerare, si alza e danza sui pedali, e prende a superare tutti. A quarantadue km dal traguardo lo spagnolo raggiunge i fuggitivi e, a quaranta, scatta ancora, lasciandosi l’italiano alle spalle.

Landa si confronta via radio con l’ammiraglia e gli danno l’ok. Un allungo, come se fosse la cosa più semplice del mondo, e va a riprendere Contador, mentre Aru resta ormai da solo.

Da qui in poi, il ventiquattrenne sardo dimostra di non essere ancora pronto per la maglia rosa: è in grossa difficoltà, stringe i denti, passa con una smorfia di dolore sotto il monumento di Pantani, arriva in cima con 1’50” di ritardo, commette l’errore di non alimentarsi prima di buttarsi in una discesa che esegue alla perfezione, ma alla fine della quale ha un problema meccanico che lo costringe a cambiare la bici. Riparte però senza perdersi d’animo verso l’ultima ascesa all’Aprica, mentre Contador e Landa si danno battaglia nelle prime posizioni. Finisce con Landa vincitore di tappa, Contador a 38″, Aru a 2’51”.

Il corridore sardo ha la scusante della giovane età, della mancanza di esperienza che non gli ha fatto gestire al meglio i momenti di difficoltà, in parte anche della sfortuna.

Ma la giornata sarebbe potuta finire molto peggio: Aru ha dimostrato di avere la grinta che serve quando le gambe non girano e, come se non bastasse, l’avversario si chiama Alberto Contador. Lo spagnolo è più forte sia a cronometro, sia in salita, ma il sardo ha un ampio margine di crescita. Non è improbabile che un domani possa vincere una grande corsa a tappe, ma, oggi, il suo rivale si è dimostrato troppo superiore.

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