Giulia, discriminata per chiamarsi Latorre di cognome

Attualità

Giulia, discriminata per chiamarsi Latorre di cognome

Si sa che il cammino dei figli di genitori famosi è difficile, fatto di aspettative e pregiudizi che rischiano di scombussolare ogni scelta.

Per questi figli, infatti, esiste di solito un destino tracciato, nella forma della continuazione del solco dei genitori, ma è molto raro che questa specie di convivenza sia pacifica, indolore e soddisfacente per tutti.

Ci sono le eccezioni, certo (Paolo Maldini, tanto per dire, o Michael Douglas), ma la regola la dettano in realtà persone come Ziggy Marley e Julian Lennon.

Nell’epoca attuale, poi, la fitta maglia che interconnette i quattro angoli del pianeta riesce a regalare fama anche a cognomi che non per forza devono essere quelli di calciatori, attori o musicisti di livello internazionale. Oggi, anche un cognome come quello del marò Latorre può diventare così pesante e decisivo da imporsi sulle scelte personali dei figli.

A raccontarlo in un’intervista a Ecg Regione su Radio Cusano Campus, è la figlia di Massimiliano Latorre, Giulia, 21 anni, che dice che il “sogno più grande” “è sempre stato quello di essere una pilota, da quando sono piccola faccio motocross. Il mio secondo sogno è lavorare nel mondo dello spettacolo, ma col problema di mio padre non me lo permettono, purtroppo, mi sento discriminata al contrario”.

Giulia Latorre, oltre a essere frenata nelle sue aspirazioni al mondo dello spettacolo, vive poi ogni giorno una situazione molto fastidiosa, del tutto riconducibile al cognome che porta.

“Mi attaccano continuamente su Facebook” ha raccontato “anche se sono più numerose le persone a mio favore. Quelle contro di me sono solo stupide, di solito hanno 70-80 anni oppure fake. Io però ci provo sempre, poco tempo fa ho fatto un provino per fotomodella. Molti mi dicono che sono portata al lavoro di modella. Volevo anche partecipare al Grande Fratello da tempo”.

Come molte suo coetanee o semi coetanee, viene da aggiungere, ma Giulia, in più, ha di che lamentarsi, aggiungendo che “alla fine mio padre non è Brad Pitt o chissà chi, però è conosciuto come il fuciliere che stava svolgendo il suo lavoro e che è stato accusato di aver ucciso i pescatori. Sono semplicemente una ragazza di 21 anni, non un politico o qualcuno che può aiutare mio padre. Ed è stato proprio lui a consigliarmi di vivere la mia vita”.

Si fa presto, però, a dire di vivere la propria vita, se basta scrivere “buongiorno” su Facebook, secondo quanto racconta Giulia, per scatenare “le persone ignoranti e stupide che mi scrivono ‘e i marò?'”. “A me questa cosa scoccia” conclude lei “e infatti non rispondo. Mi dà fastidio perché cercano di farmi del male, ma quando la persona è nulla l’offesa è zero”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...