Giustizia: ecco le novità del nuovo processo penale

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Giustizia: ecco le novità del nuovo processo penale

La nuova riforma del processo penale è ormai sulla rampa di lancio. Novità importanti riguarderanno l’annosa questione delle intercettazioni e le relative pubblicazioni sui quotidiani, la cui regolamentazione è stata rinviata ad una futura legge delega. Mercoledi è atteso il passaggio della suddetta riforma al Senato, dove saranno diverse le novità che il ddl del governo introdurrà.

Nella nuova riforma è prevista l’estinzione del reato quando l’imputato ripara interamente il danno, solo per i reati di querela, e l’ampliamento dei diritti della parte offesa, alla quale verrà riconosciuto il diritto di conoscere lo stato di un procedimento sei mesi dopo la sua denuncia. Giro di vite per il per furto in abitazione con pene che andranno da 3 a 6 anni e per il reato di furto aggravato (da 2 a 6 anni) e rapina (da 4 a 10 anni). Previsto nella riforma anche l’innalzamento delle pene per il reato di voto di scambio politico-mafioso, che passa dagli attuali 4 – 10 anni a 6-12 anni.

Duro scontro in Parlamento sulla questione delle pubblicazioni delle intercettazioni, con i parlamentari del M5S sulle barricate, contro quella che ritengono una nuova legge-bavaglio, che imporrà limiti alla libertà di stampa.

Alle accuse dei pentastellati ha replicato la parlamentare del Pd, Donatella Ferranti, che ha sostenuto che la nuova riforma della giustizia penale non contiene ‘nessun bavaglio all’informazione né tantomeno ostacoli alle indagini. Chi si ostina a sostenere il contrario dice falsità’.

Hanno suscitato dubbi in seno alla magistratura, altre decisioni prese quasi all’unanimità della Camera che prevedono la scadenza di 3 mesi, prorogabile di altri 3, per chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione dopo che i pm hanno notificato la conclusione delle indagini.

In caso di inerzia c’è l’avocazione del procuratore generale presso la corte d’Appello. Introdotto nella riforma anche l’obbligo di iscrizione immediata nel registro degli indagati, con il rischio di provvedimento disciplinare per coloro che si sottraggono. Adesso è alto il rischio che si possa generare una inflazione di indagati.

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