Gli accordi tra Svizzera e Germania sono uno scudo fiscale mascherato

Economia

Gli accordi tra Svizzera e Germania sono uno scudo fiscale mascherato

L’evasione fiscale, in Italia, ha da sempre proporzioni che non hanno praticamente eguale al mondo. E che, a poco a poco, hanno affossato in maniera decisiva i conti dello Stato, con le conseguenze che oggi tutti i cittadini di questo paese possono toccare con mano, trovandosi costretti a mettere mano al portafogli per le ripetute manovre approntate dai governi per cercare di mettere in sicurezza gli stessi. Per sconfiggerla, ci vorrebbe un grande sforzo e proposte serie. A quanto sembra, però, per quanto concerne le seconde il mondo politico non è proprio in grado di produrle, non si sa se per troppa furbizia o per semplice insipienza. Basti andare ad osservare lo strano caso degli accordi fatti di recente da Germania e Regno Unito con la Svizzera indicati come efficaci strumenti di lotta all’evasione. Che però tali non sono, anzi. Se si prende in considerazione l’accordo stretto dalla Germania, esso prevede infatti che nel 2013 le banche svizzere dovranno richiedere alle persone fisiche residenti in Germania che hanno conti presso una banca svizzera di pagare alla banca svizzera una “somma” che sarà parametrata ai capitali che saranno ancora depositati in Svizzera il 31 maggio 2013.

Questa somma da pagare varia in relazione all’anzianità del deposito e dovrà essere girata in modo anonimo al fisco tedesco. Qualora ciò non avvenga, le banche forniranno allo stesso, nome e numero del conto. A coloro che decideranno di aderire e di pagare, la banca consegnerà un certificato con tutti i dati dell’operazione, che potrà essere esibito qualora ci sia un successivo controllo fiscale in Germania su redditi e capitali svizzeri, evitando così imposte, sanzioni e interessi. Le banche svizzere verseranno le somme così raccolte a una società svizzera di nuova costituzione che, a sua volta, consegnerà il denaro al fisco tedesco per il tramite delle competenti autorità svizzere. Qualcuno avrà già capito di cosa si tratti: un bello scudo fiscale, anche se le aliquote previste potranno essere (almeno nominalmente) più elevate di quelle fissate a prezzo di saldo per i nostri due scudi che sono stati il regalo di Silvio Berlusconi ai contribuenti onesti, quelli che non possono evadere neanche un euro in quanto tassati alla fonte e che sono sempre chiamati a rimettere a posto i conti sforacchiati da evasori grandi e piccoli che, in Italia, sono un vero esercito.

Non si riesce proprio a comprendere come coloro che si sono opposti, giustamente, allo scudo fiscale varato dal centrodestra, oggi possano chiedere di farne uno solo perché ha un nome diverso e viene varato da Angel Merkel. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, con una classe politica come questa, per gli evasori la vita continuerà ad essere allegra.

Angela Merkel
Angela Merkel

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