Gli altri volti, percorso itinerante sul terremoto in Emilia COMMENTA  

Gli altri volti, percorso itinerante sul terremoto in Emilia COMMENTA  

La ferita provocata dal terremoto in Emilia Romagna e in Lombardia è ancora forte e viva nei volti delle persone che hanno vissuto in prima persona la terribile esperienza del sisma che in pochi giorni, tra il 20 e il 29 maggio, ha cancellato sogni e speranze per il futuro. Ma l’impegno di molti, dai semplici cittadini alle associazioni di volontariato spare in tutta Italia sta dando un grande supporto agli emiliani e ai lombardi. L’associazione fotografica indipendente “Make for social intent” è una onlus nata dopo la seconda grande scossa di terremoto in Emilia del 29 maggio 2012, con l’intento di raccontare, attraverso le fotografie, un altro volto del comuni colpiti.


Un lungo reportage fotografico durato undici settimane, che ha oggi il suo epilogo in una mostra fotografica multisensoriale pensata per ‘dialogare col pubblico’ ovvero fare cultura e diffondere maggiore consapevolezza sul tema. Un percorso espositivo fatto di immagini ma anche di suoni, parole, oggetti e performance teatrali, oltre a laboratori e approfondimenti a tema, per non far spegnere i riflettori ora che, più che mai, è necessario mantenere viva l’attenzione sulle fasi della ricostruzione.


“Gli altri volti – identità di un terremoto” è il nome scelto per questo percorso espositivo, organizzato dalla collaborazione di “Make for social intent” con “MAKE Photos” e Auser Volontariato Rimini”. Un progetto che vuole fare informazione, ascoltando chi quel terremoto lo ha vissuto sia ‘davanti’ che ‘dietro’ le quinte. Andrea Armandola e Michela Benaglia, gli ideatori del progetto, hanno deciso di presentare il terremoto non focalizzandosi soltanto sui danni causati dal sisma ma anche su aspetti collaterali, positivi e negativi, che ne sono scaturiti: dai campi autonomi a quelli organizzati, dalla solidarietà alle conseguenze per l’economia, dallo svago post-terremoto agli aiuti istituzionali fino all’importanza dei rapporti umani e dell’amicizia in un momento difficile come quello della conta dei danni e della ricostruzione.


La mostra fotografica è anche un’installazione multisensoriale: è divisa in cinque sezioni ognuna delle quali pone l’accento su determinati spunti di riflessione. E’ stato realizzato anche un video dedicato a Rimini, prima città ad accogliere la mostra, per ricordare ai cittadini l’importanza dei monumenti-simbolo e far loro riflettere sull’importanza di spesso scontati piccoli gesti quotidiani.

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Verranno in seguito scelte nuove location, una volta raccolti i fondi necessari: gli organizzatori pensano di portarla in diverse città, tra le quali Bologna, Parma ma anche Milano, Genova, Firenze e Roma. Al termine delle tappe itineranti invece, l’evento verrà riportato in Emilia e in Lombardia, nei luoghi colpiti dal sisma.

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