Gli incredibili dati fiscali dei possessori di aerei e barche COMMENTA  

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In molti ricorderanno quando l’ex Ministro Scajola, trovato intestatario di una casa al Colosseo, dichiarò, tra l’ilarità generale, che lui non sapeva nulla della stessa, pur avendola abitata. Probabilmente la sua smemoratezza è contagiosa, soprattutto per molti italiani alle prese coi moduli riservati alle dichiarazioni dei redditi. Basti pensare a quanto è emerso dalla maxi operazione condotta dalla Agenzia delle Entratea Cortina, negli ultimi giorni dell’anno appena terminato, quando su un totale di 251 supercar esaminate era risultato che 133 erano intestate a persone fisiche e tra queste, 42 appartengono a cittadini che avevano dichiarato 30.000 euro lordi di reddito. Se poi si allarga il raggio dell’indagine, si scopre che fra i neo proprietari che hanno appena acquistato un’auto oltre i 185 chilowatt, il 31% dichiara meno di 20.000 euro e il 36% tra 20.000 e 50.000 euro. Lordi, si intende. Il discorso, diventa addirittura beffardo se si prendono in considerazione anche barche e aerei privati. Le statistiche ufficiali, infatti, rivelano che oltre il 42% dei possessori di barche sono contribuenti Irpef sotto i 20.000 euro. Solo poco più del 30% dei navigatori italiani può dunque definirsi ricco, da un punto di vista fiscale. Anche tra chi possiede un aereo, non va molto meglio: quasi il 26% dichiara di vivere con meno di 20.000 euro l’anno. Un altro 30%, sempre tra coloro che dispongono di aereo personale, guadagna dai 30.000 ai 50.000 euro. Magari, se qualcuno gli chiede come fanno a guadagnare così poco e a mantenere aereo e barca, o magari entrambi, diranno anche loro che non sapevano di averli, come Scajola. Si sa, la memoria a volte vacilla…


Una vettura della Guardia di Finanza
Una vettura della Guardia di Finanza

 

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