Genitori uccisi per soldi, massacra anche i vicini COMMENTA  

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Dopo una caccia all’uomo e un interrogatorio, il 27enne confessa la strage: 19 morti.

 

Yang Qingpei, 27 anni, vive e lavora nella città di Kunming, capoluogo della provincia di Yunnan, in Cina. Originario del villaggio di Yema, è qui che torna nella speranza di appianare i propri debiti di gioco.


Ed è qui, nella casa natale, che Qingpei compie un assassinio destinato a trasformarsi in vera e propria strage. Al rifiuto della madre e del padre di cedere alle pressanti richieste di denaro da parte del ragazzo, la violenta reazione di questo degenera nel duplice omicidio dei genitori.


Nel giro di qualche ora, il giovane cinese inizia a temere che i vicini possano aver notato i suoi movimenti. Anziché darsi alla fuga immediata, perpetua la vera strage. Probabilmente munito di un’arma, che tuttavia resta ignota, stermina tutti gli abitanti del vicinato che trova in casa: 17 persone in tutto, tra cui quattro bambini. A questo punto scappa davvero.


Soltanto all’alba del giorno seguente, alcuni familiari delle vittime ne ritrovano con orrore i cadaveri. Ne segue una vera e propria “caccia all’uomo” da parte della polizia cinese, durata 33 ore.

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Catturato e interrogato, Qingpei non oppone molta resistenza prima di ammettere quello che, con sei famiglie sterminate, si classifica come il più grande omicidio di massa che la storia recente della Cina abbia visto.

 

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