Governo, giro di vite su manifestanti No Tav

Torino

Governo, giro di vite su manifestanti No Tav

Il governo ha dato un giro di vite alle cosiddette ‘regole d’ingaggio’ tra manifestanti e forze dell’ordine. Questo riguarda il cantiere Tav di Chiomonte e degli altri due che verranno aperti in futuro, a Susa e a Bussoleno. L’ingresso illegale all’interno dei tre siti strategici comporterà un forte inasprimento delle pene, mentre i militari di guardia al presidio potranno esercitare un ruolo più attivo e partecipare alle operazioni di contrasto anche all’esterno delle reti non limitandosi più a fare soltanto i guardiani. “Quando lo Stato decide di costruire un’opera pubblica, questa deve essere realizzata e chi aiuta lo Stato a realizzarla deve essere difeso”, ha spiegato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. D’ora in poi gli ingressi abusivi nei cantieri di Chiomonte “saranno puniti con la sanzione più rigorosa prevista per le illecite introduzioni in luoghi di interesse strategico” e cioè con pene che vanno fino ai quattro anni di reclusione.

Verrà anche ampliata la «zona rossa» del cantiere di Chiomonte. Le misure di sicurezza si estendono automaticamente anche ai nuovi cantieri che saranno aperti nei prossimi anni in Valsusa. Le nuove norme entreranno in vigore un mese dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Ma questa potrebbe essere solo la prima fase di un’operazione che ha un solo scopo: consentire ai cantieri di operare in un clima di ritrovata tranquillità, senza più esporre gli operai e il personale delle forze dell’ordine a pericoli legati ad alcuni manifestanti facinorosi.

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