Goyah: una band italiana che guarda oltre i confini nazionali

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Goyah: una band italiana che guarda oltre i confini nazionali

Mi sono imbattuto per puro caso nei Goyah, una band di rock sinfonico, proveniente dalla provincia di Salerno. Fin dal primo ascolto ho intuito le potenzialità di questa band e siccome a Notizie.it ci piace dare spazio a chi lo merita, abbiano deciso d’intervistare questi ragazzi. Basta con le chiacchiere e sentiamo cosa hanno da raccontarci i Goyah.

Nel febbraio del 2008 inizia il percorso che vi ha portati a pubblicare il full length “Memori”, riassumeteci questo lasso di tempo certamente fondamentale per la vostra maturazione artistica.

Grazie per l’intervista. La band è attiva appunto dal 2008, abbiamo impiegato 3 anni per arrivare ad un sound concreto, unico e quindi alla nostra maturazione artistica. In questo lasso di tempo tra prove, esperienza live e press abbiamo registrato un EP ed un live in studio per definire gli arrangiamenti e solo quando ci siamo sentiti pronti abbiamo deciso di registrare “MEMORI”.

Abbiamo valutato vari studi in Europa per poi scegliere il ModernWorld in Inghilterra per la sua peculiarità nelle modalità di registrazione. Subito dopo iniziata la distribuzione digitale e la stampa dei CD, che nonostante autoprodotti ci hanno dato un bel riscontro, ci siamo interamente dedicati e lo facciamo tuttora ai live e alla realizzazione di videoclip che proponiamo al nostro pubblico periodicamente.

Ho l’impressione, magari sbagliando, che come musicisti non vi sentite per nulla legati alla scena italiana e anzi, cercate di mantenere una certa distanza da questa, a cominciare dal vostro sito web scritto completamente in inglese. Immagino l’Italia e l’etichetta “musicisti italiani” vi stia un po’ stretta….

Ci sentiamo pienamente italiani e lo sono anche alcune influenze musicali, la lingua inglese dei nostri testi è dovuta solo ad un’esigenza metrica e il suo uso in generale sulle nostre pubblicazioni è legato al fatto che fortunatamente grazie ad Internet non abbiamo solo un pubblico italiano, non vastissimo ma c’è.

Le etichette infastidiscono in generale, non disdegniamo affatto l’essere “musicisti italiani”, l’Italia è fonte perpetua di sperimentazione artistica.

Sbaglio se affermo che una delle vostre band di riferimento sono gli Him?

Il timbro di voce del cantante è simile a quello di Ville Valo degli HIM ma il genere e i contenuti sono differenti. Il nostro è rock sinfonico il loro è Love metal. Volendo parlare di musicisti di riferimento annoveriamo:
principalmente le colonne sonore di Hans Zimmer e Steve Jablonsky, le armonie polifoniche di Wagner e Mozart, band come la PFM, il Gothic Metal dei Within Temptation e dei Lacuna Coil, sicuramente per gusto personale i Pink Floyd.

Negli ultimi anni con programmi come Amici e Xfactor sta passando il messaggio, secondo me errato, che per emergere bisogna per forza passare dai talent show, un talento che a ben guardare sembra mancare nella maggior parte dei casi. Insomma, essere musicisti è cosa ben diversa che cantare, magari anche bene, un paio di cover.

Voi come vi ponete nei confronti di questi talent show che riducono la musica a mero prodotto da consumare nel breve periodo in attesa del prossimo vincitore del successivo talent show?

Non consideriamo affatto l’ipotesi di partecipare ad un talent show, noi creiamo musica senza imposizioni e costruzioni prestabilite e il nostro obiettivo non è la fama ma seguire un percorso artistico che va oltre l’effimero successo. Riuscire a realizzare un’opera d’arte, cercare con tutte le proprie forze di creare empatia con il pubblico grazie ad essa è la nostra vera soddisfazione.

Ponete molta cura negli arrangiamenti dei vostri brani, più in generale, come nasce una song dei Goyah?

Nata l’idea melodica, lavoriamo prima su spartito le parti di tastiere, chitarra, basso ed eventuali strumenti esterni quali archi, cori e fiati definendo una bozza che poi proviamo e ne curiamo l’arrangiamento, una volta fatto nostro il brano musicalmente il cantante provvede al testo e alla sua linea melodica.

Ovviamente nell’arrangiamento cerchiamo di seguire una logica di sound comune per tutti i brani.

Quali saranno i vostri prossimi passi?

Come già accennato continuiamo a proporre videoclip lavorando contemporaneamente alle performance live e all’arrangiamento del prossimo progetto.
A inizio Maggio uscirà il videoclip della canzone “SEXXE”.

L’intervista si conclude qui, se volete aggiungere qualcosa, fate pure.

I nostri contenuti sono tutti disponibili in rete sul nostro sito e i vari social network, ultimamente è nata anche l’esigenza di creare un blog per aggiornare continuamente il nostro pubblico sulle attività artistiche della band Goyah. Grazie

Vincenzo Borriello

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