Grain Silo Complex, monumento alla storia industriale di Città del Capo - Notizie.it

Grain Silo Complex, monumento alla storia industriale di Città del Capo

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Grain Silo Complex, monumento alla storia industriale di Città del Capo

Il Silo Hotel
Il Gran Silo Complex a Città del Capo

Il Grain Silo Complex è un vecchio edificio abbandonato dal 1990 situato a Città del Capo. Ma da domani, 22 settembre, oltre che essere un hotel, sarà un museo d’arte contemporanea africana.

Il Grain Silo Complex

Vecchio edificio ritrutturato

Il Grain Silo Complex è un edificio situato in Sudafrica, e precisamente a Città del Capo. Terminato nel 1924, è considerato un monumento al passato industriale di quest’ultima – in particolare serviva a conservare il grano -, ma anche un retaggio della storia di apartheid nel Paese, terminata nel 1991 ma di fatto nel 1994, quando Nelson Mandela diventò presidente. I magazzini del grattacielo vennero abbandonati quattro anni prima e così sono rimasti fino alla decisione di costruire al suo interno prima un albergo, l’Hotel Silo, poi, su progetto dello studio londinese dell’architetto Thomas Heatherwick, un nuovo Museo Zeitz di Arte Contemporanea (Zeitz MOCAA). Aprirà i battenti domani, venerdì 22 settembre, e costituirà il museo più grande del mondo dedicato all’arte contemporanea africana, comprendendo anche il periodo della diaspora.

In passato l’edificio è stato il più alto del Sudafrica, con i suoi 60 metri: ha nove piani per una superficie di 9.

.500 metri quadri, su cui sono state distribuite 80 sale espositive, una biblioteca, i servizi e altre zone. Qui verranno ospitati anche l’Istituto del Costume, della Fotografia e del Cinema. Come se non bastasse, sul tetto è stato realizzato un giardino panoramico con diverse sculture che guarda il paesaggio e l’oceano. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione del V&A (Victoria & Alfred) Waterfront – il centro storico del porto di Città del Capo, che continua ad essere uno dei luoghi più visitati della città e di tutto il Sudafrica, benchè l’inizio della sua costruzione risalga al lontano 1860, ordinata dal principe Alfred, quartogenito della regina Vittoria d’Inghilterra e del principe consorte Albert di Sassonia Coburgo – Gotha –, e dell’ente culturale pubblico senza fini di lucro dell’imprenditore Jochen Zeitz, che ha messo a disposizione pezzi della sua collezione privata, fondata nel 2002. Chi volesse visitare più comodamente il museo, potrebbe alloggiare proprio nel già menzionato Silo Hotel, un albergo a 5 stelle.

Hotel-museo

Le dichiarazioni dell’architetto del museo

Spazi immensi

La settimana scorsa vi è stata l’inaugurazione del polo museale e l’architetto Thomas Heatherwick ha dichiarato che nessuno aveva intenzione di distruggere del tutto l’edificio originale. “Siamo stati coraggiosi e rispettosi allo stesso tempo – ha dichiarato il professionista – perché una trasformazione radicale dell’edificio avrebbe rischiato di far perdere la sua storia”. Storia anche dolorosa, visto che come abbiamo detto si intreccia con l’epoca del colonialismo e con quella dell’apartheid, sconfitta da Mandela; una storia che merita non di essere dimenticata ma riscattata, omaggiando l’arte e la cultura africane per troppo tempo soffocate.

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