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Grazie di esistere, Filippo!

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Grazie di esistere, Filippo!

Il cartello del piccolo Filippo
Il cartello del piccolo Filippo

Il calcio salvato dai bambini? E’ quello che viene da pensare di fronte allo stupendo cartello innalzato dal piccolo Filippo al Meazza, nella triste serata di sabato, quando l’Inter è stata spazzata via dal Bologna nella contestazione generale di una tifoseria inviperita. Il cartello in questione, con la richiesta da parte del piccolo di una vittoria, in modo da non essere più preso in giro dai compagni di scuola, ha il sapore antico del calcio che fu, quello delle partite tutte insieme alla domenica pomeriggio, con i tifosi delle squadre mischiati e non ghettizzati per la paura di incidenti e dei risultati propagati alla radiolina da “Tutto il calcio minuto per minuto”. Un calcio che, purtroppo, non esiste più, schiacciato dal micidiale ingranaggio creato da esigenze televisive e stadi diventati ormai zona franca per i delinquenti che hanno preso in ostaggio la parte sana delle tifoserie. E che, ormai, hanno allontanato dalle gare le famiglie, rendendo praticamente impossibile ad un genitore responsabile, portare il proprio figlio ad un evento che rischia di diventare una vera e propria guerra.

Per smontare questo infernale congegno, servirebbero tanti piccoli come Filippo, capaci di ridare al calcio. con la loro genuina ingenuità la dimensione che gli è stata propria per tanto tempo, quella delle figurine Panini e dei giocatori visti come eroi positivi. Il problema è che iniziative come la Tessera del Tifoso o i divieti creati ai danni dei tifosi sani (tanto i teppisti il modo per muoversi lo trovano sempre), hanno allontanato dal calcio i tanti piccoli Filippo che vorrebbero poter andare alla partita senza rischiare la vita. Il tutto nella stantìa riproposizione di formule assurde che fanno finta di combattere la violenza negli stadi senza farlo realmente, ma anzi impedendo ai tifosi veri di andare alla partita. Per quanto potrà reggere un calcio ridotto così?

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