Grecia, altri due anni per risolvere il debito. Martedì prossimo è il giorno decisivo

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Grecia, altri due anni per risolvere il debito. Martedì prossimo è il giorno decisivo

BRUXELLES – La Germania allenta la presa sulla Grecia e si dimostra disponibile disponibile alla concessione da parte dell’Eurogruppo della proroga di due ai provvedimenti imposti ad Atene per ridurre il debito. «Più tempo è possibile» conferma il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. In linea con il pensiero del ministro tedesco, il suo omologo francese, Pierre Moscovici, ha riferito che l’intesa sulla questione greca sia ormai vicina: «Pensiamo che un accordo sulla Grecia è auspicabile e che ci arriveremo martedì prossimo».

Ad indicare martedì 20 novembre come la data in cui «tutti i problemi troveranno una risposta», è stato il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, tanto sicuro nella deadline quanto ottimista sull’esito del dibattito: «Siamo molto vicini a un accordo e farò di tutto perché sia presa una decisione formalmente corretta».

A questo punto, i nodi da sciogliere entro la prossima settimana da parte dell’Eurogruppo, dopo i passi avanti verso un accordo sui nuovi finanziamenti ad Atene, sono fondamentalmente due: dove trovare i 32 miliardi stimati per finanziare i due anni in più che si vogliono concedere alla Grecia e trovare un’intesa con l’Fmi sulla sostenibilità del debito. In più, bisogna fare i conti con quei paesi a “tripla A, come l’Austria, hanno già fatto dichiarato di non avere intenzione di utilizzare i soldi dei contribuenti per finanziare i nuovi aiuti alla Grecia, che in ogni caso dovranno essere necessariamente approvati dal Bundestag tedesco.

Intanto, nel paese ellenico, infuriano le proteste contro il rigore imposto dall’Ue. L’Adedy, uno dei due maggiori sindacati della Grecia che raggruppa i dipendenti statali, ha indetto per oggi uno sciopero dalle 12:00 sino alla fine dell’orario lavorativo per protestare contro il pacchetto di misure di austerità approvato dal Parlamento mercoledì scorso. Tra i vari provvedimenti presi dal Parlamento è prevista, infatti, la messa in mobilità di 2.000 impiegati statali.

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