Grecia, Syriza si spacca, Germania come nella Seconda Guerra Mondiale

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Grecia, Syriza si spacca, Germania come nella Seconda Guerra Mondiale

Con le dimissioni di Tsipras si apre un nuovo capitolo nella vicenda della Grecia perché gli sconvolgimenti nel panorama politico di Atene potrebbero rivelarsi enormi.
Intanto, da Berlino hanno riferito di non essere per nulla sorpresi, perché Tsipras ha usato la premura (tutta buona educazione, non necessaria, in effetti, da un punto di vista politico) di avvisare Angela Merkel circa le sue intenzioni.
Ad Atene, invece, la prima conseguenza delle dimissioni è la definitiva rottura di Syriza, che perde una trentina scarsa di deputati intenzionati a formare un nuovo gruppo parlamentare denominato Unità Popolare. L’intento di questa nuova entità politica risulta chiaro dalle parole di uno degli esponenti, Vassilis Primikiris, che, intervenuto alla trasmissione Sky Tg24 Economia, ha ricordato che il programma che diede la vittoria a Tsipras era contro l’austerità e che il popolo greco si è espresso con una forte maggioranza per bocciare un accordo con i creditori che, a conti fatti, era meno pesante di quello sottoscritto a Bruxelles.

Tsipras, quindi, non incarnerebbe più la volontà popolare che, travolta da una politica che ha prodotto un milione di disoccupati in un paese con dieci milioni di abitanti, ora si rivolgerebbe a Unità Popolare per impostare una nuova politica e ritrovare la propria dignità. “La Germania” ha concluso Primikiris “non può cercare di ottenere adesso ciò che non è riuscita a ottenere con la Seconda Guerra Mondiale”.
Primikiris ha lanciato un messaggio forte, del quale non si può però negare la presa popolare, nonché una certa condivisione, seppure in termini più tecnici, anche in alcuni ambienti economici e politici.
Il 20 settembre, in Grecia si voterà e, se Primikiris ha ragione, la situazione attuale potrebbe essere messa in discussione, anche se non è chiaro in quale modo, essendo lo stato attuale il frutto di legittime votazioni parlamentari.

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