Greenpeace e WWF dalla parte della Nutella

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Greenpeace e WWF dalla parte della Nutella

Dopo aver lanciato il sasso, la ministra francese Ségolène Royal ci ha pensato da sola a rimangiarsi tutto, con tanto di scuse (anche se ‘solo’ via Twitter) per avere accusato la Nutella di essere fra le cause della deforestazione del pianeta.

La frase di scuse della Royal non è stata in effetti altrettanto chiara e incisiva delle accuse lanciate alla Ferrero, e adesso, in aiuto dell’azienda italiana, arrivano niente meno che due fra i colossi della politica green: Greenpeace e WWF.

La prima, sul proprio sito, scrive che “per andare incontro alle richieste dei suoi consumatori, Ferrero è stata una delle prime società ad annunciare una policy interna per cessare l’utilizzo di olio di palma derivante da deforestazione” e che, di conseguenza, l’azienda è da considerare “uno dei gruppi più all’avanguardia in termini di sostenibilità per quanto riguarda l’approvvigionamento di olio di palma”.

Potrebbe già bastare per confermare la disinformazione alla base dell’accusa iniziale, e invece si aggiunge anche il WWF, che precisa, tramite la responsabile del settore sostenibilità Eva Alessi, che Ferrero opera rispettando “l’unica certificazione esistente che assicura che le palme vengano coltivate solo in certe aree, per esempio campi già destinati all’agricoltura, senza intaccare le foreste, e che l’irrigazione venga fatta in modo sostenibile e consapevole, senza un utilizzo sconsiderato di pesticidi”.

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