Grexit: accordo vicino, ma non chiuso. Sospetti sul FMI

News

Grexit: accordo vicino, ma non chiuso. Sospetti sul FMI

Com’era prevedibile, l’Eurogruppo si è concluso con un nulla di fatto, ancora una volta.

Ora però la questione inizia davvero a diventare urgente, come sottolinea la Cancelliera Angela Merkel: serve un’intesa entro lunedì. Per forza. Dello stesso avviso il presidente francese Francois Hollande, secondo il quale “un accordo è necessario”.

Permangono tutte le differenze e le distanze antecedenti il vertice: la Grecia ha presentato la sua bozza di accordo, la Commissione l’ha valutata in modo molto positivo, ma ha rilanciato e, a questo punto, per la chiusura finale, quella sui numeri che decideranno il futuro del popolo greco, nessuno vuole fare un passo in più.

Ad Atene la paura cresce da settimane: la popolazione avrebbe ritirato quasi 10 miliardi di euro dalle banche, che adesso hanno l’acqua alla gola e sono le prime a chiedere che la situazione si sblocchi, in un modo o nell’altro.

In caso di Grexit, la svalutazione monetaria sarebbe del 40%, secondo alcuni, ma, in realtà, nessuno sa di preciso cosa potrebbe succedere.

Ovvio che, in una situazione come questa, a vincere sia la paura.

In più, i sospetti suggeriti da Tsipras circa non ben definiti interessi in terra ellenica da parte di “talune istituzioni” non possono che trovare conferma nell’andamento del negoziato. Quanto meno, è vero che nessuna misura alternativa proposta da Tsipras è stata presa in considerazione, nelle ultime ore, così come è vero che questo non era accaduto nel caso di Portogallo e Irlanda.

La principale sospettata di questo irrigidimento è la presidente del FMI Christine Lagarde, che, in prossimità di una sua possibile rielezione al vertice dell’organizzazione, potrebbe avere tutto l’interesse a mostrarsi intransigente.

Ma le ipotesi, nel corso di questo negoziato, valgono poco, così come a poco serve pensare che la discussione possa davvero svolgersi su un piano tecnico, senza alcun coinvolgimento politico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche