Grexit: chiuse banche e borsa fino al referendum. Il mondo trattiene il fiato COMMENTA  

Grexit: chiuse banche e borsa fino al referendum. Il mondo trattiene il fiato COMMENTA  

Non si scherza più, non si gioca e non si recita. Adesso Atene fa sul serio.

Se finora i negoziati avevano previsto, da parte di tutti, una buona dose di uscite e comportamenti a effetto per impressionare gli interlocutori, adesso il governo del leader greco Alexis Tsipras sta per entrare in una settimana cruciale, da ogni punto di vista.

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Approvato ieri il referendum in base al quale sarà il popolo ellenico a rispondere all’ultima proposta dei creditori, Atene ha ordinato misure di contenimento dell’attività (e quindi dell’esposizione) finanziaria del paese: banche e borsa chiuse fino a lunedì prossimo compreso (6 luglio) e prelievi agli sportelli bancomat limitati a 60 euro.

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Tsipras si è affrettato a precisare che sarebbe sufficiente un aumento delle erogazioni da parte della Banca Centrale Europea per evitare tutti questi problemi, ma che da parte dell’istituto non sono giunti, per ora, segnali in tal senso.


Mario Draghi ha deciso di mantenere la massima neutralità, in questa situazione, limitandosi a dichiarare che “continuiamo a lavorare in stretta collaborazione con la Banca di Grecia e approviamo con vigore l’impegno dei Paesi membri ad assumere le iniziative necessarie a gestire le fragilità delle economie dell’area euro”. Frase molto generica, anche se il pensiero del presidente della BCE sull’eventuale uscita della Grecia dall’Euro è noto a tutti.

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Come la pensa lui, peraltro, la pensa il mondo intero: la verità è che, in Occidente, la Grexit non la vuole nessuno. Persino Obama, preoccupato, ha fatto sentire la propria voce auspicando che la Grecia intraprenda le necessarie riforme all’interno dell’Eurozona (segnale evidente che le implicazioni di un’uscita della Grecia dall’Euro sulla sottoscrizione del TTIP sono reali, forse).

E adesso? Adesso Atene voterà.

Se fino a pochi giorni fa la partita comprendeva interessi economici e politici a un livello talmente alto da rendere poco credibile l’ipotesi Grexit, ora sul tavolo ci sono l’emotività e gli ideali di un popolo. Ora è tutto diverso.

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