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Grexit: niente accordo, nessun compromesso

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Grexit: niente accordo, nessun compromesso

Le trattative di questo fine settimana fra la Grecia e i creditori non hanno portato nessun risultato.

L’accordo ‘dal punto di vista tecnico’ auspicato dal presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker non è stato trovato e, anzi, le parti restano distanti, forse in un modo che, così aperto, non è finora mai stato. L’unico a conservare una certa dose di ottimismo è proprio Juncker, secondo cui “un’intesa entro fine mese resta possibile”.

Per il resto, iniziano a circolare affermazioni perentorie, a cominciare dal governo greco, che ribadisce di volere e potere accettare solo “richieste sostenibili”, giudicando “irrazionali” quelle avanzate dai creditori. No secco al taglio delle pensioni o dei salari, no ad aumenti sulle forniture energetiche essenziali.

Il commento dell’Europa è affidato alle asciutte parole della portavoce Annika Breidthardt: “sebbene qualche progresso sia stato fatto, il negoziato non è riuscito, poiché resta una significativa distanza tra i piani delle autorità greche e le richieste di Commissione, Bce e Fmi”.

Ma il clima vero, fra gli interlocutori della Grecia, è forse meglio descritto dalle parole di Sigmar Gabriel, uomo di punta del governo tedesco che, fino a questo momento, aveva mantenuto un atteggiamento molto morbido nei confronti di Atene: “la Germania non si farà ricattare, vogliamo aiutare la Grecia a rimanere nella zona euro, ma non è solo il tempo che comincia a mancare, tutta l’Europa sta perdendo la pazienza”.

Al di là dei cavalli di battaglia anche politici, come pensioni e stipendi, sembra che le parti siano distanti soprattutto sugli obiettivi di avanzo primario, dove l’Europa propone l’1% del Pil nel 2015, il 2% nel 2016 e il 3% nel 2017, mentre Atene sarebbe disposta ad arrivare allo 0,75% nel 2015 e all’1,75% il prossimo anno.

Ora l’appuntamento si sposta al 18 giugno prossimo, in occasione degli incontri dell’Eurogruppo.

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