Grexit: parlamento Atene approva le riforme

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Grexit: parlamento Atene approva le riforme

Notte drammatica, difficilissima, complicatissima quella appena passata.

Il parlamento greco è stato chiamato al voto sul primo pacchetto di riforme anti Grexit concordato da Tsipras con il fronte dei creditori (riforma del regime sull’IVA, prima revisione di diverse aliquote fiscali, eliminazione delle baby pensioni e indipendenza dell’ufficio nazionale di statistica) e, alla fine e in condizioni precarie, è arrivata l’approvazione.

L’Europa può tirare un sospiro di sollievo, ma non può ignorare la reale situazione del panorama politico greco.

L’approvazione è infatti arrivata grazie al contributo determinante delle opposizioni Nea Dimokratia, Pasok e To Potami, mentre la maggioranza di governo è spaccata. Parte dei deputati di Syriza, il partito di Alexis Tsipras, ha infatti votato contro le riforme (i contrari sono stati 40 su un totale di 149 deputati), evidenziando la crisi interna come elemento principale del momento politico di Atene.

Da ora in avanti Tsipras deve contare sulla parte di partito ‘fedele’ (di cui non si conosce la tenuta numerica a lungo termine), sugli alleati di Anel del ministro della difesa Kammenos (che hanno votato a favore per senso di responsabilità, ma non concordano, e lo hanno detto in modo esplicito, con le riforme) e sui diretti avversari politici (che potrebbero avere tutto l’interesse a detronizzare Tsipras).

Equilibrio precario, che potrebbe disfarsi o stravolgersi da un momento all’altro, mentre, sullo sfondo, in Europa si lavora per cercare di sbloccare il prestito ponte che dovrebbe consentire la riapertura delle banche e dal Fmi arriva la minaccia di bocciare gli accordi di Bruxelles per l’insostenibilità ormai congenita del prestito ponte.

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