Grillo contro le Olimpiadi: «Trionfo del nazionalismo. Mancano solo le freccette»

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Grillo contro le Olimpiadi: «Trionfo del nazionalismo. Mancano solo le freccette»

Altro che festa dello sport, per Beppe Grillo le Olimpiadi non sono altro che «il trionfo del nazionalismo». Il comico e leader del Movimento Cinque Stelle, nel post Giochi senza bandiere pubblicato sul suo blog, lancia un’invettiva contro i Giochi Olimpici, rei di essere un campionario di sport semisconosciuti e il trionfo delle multinazionali, in barba allo spirito olimpico.

Si parte con una stoccata alle tante discipline sportive che caratterizzano i Giochi, soprattutto quelle meno popolari: «All’elenco sterminato di sport olimpici mancano le freccette da bar, le bocce e il parcheggio cronometrato in retromarcia. Non conosco, né ho ha mai conosciuto, nessuno che pratichi il fioretto o la spada in vita mia, però alle Olimpiadi sono orgoglioso se il mio Paese trionfa sulle pedane. Poi, per quattro anni, non me ne può fregare di meno».

Non manca l’attacco a Giorgio Napolitano e alla celebrazione da eroe riservata agli atleti vincitori: «La medaglia d’oro la conquista il presidente della Repubblica, il telecomando in mano che dalla poltrona, si precipita a congratularsi con l’atleta dandone ampia copertura a tutti i mezzi d’informazione.

L’atleta, che una volta diceva alla mamma “Sono arrivato uno!”, oggi si prepara a una carriera da parlamentare».

Richiamando gli antichi Romani e una delle massime di Giovenale, Grillo accusa la manifestazione di essere l’incarnazione sportiva del “panem et circenses”: «Le Olimpiadi sono una versione smisurata del Colosseo con circences che occupano tutti gli spazi dell’informazione. Un bromuro quotidiano sponsorizzato dalle multinazionali. Lo spirito di Olimpia, sotto il segno della Coca Cola, declassato dalla partecipazione di tennisti, calciatori, giocatori di pallacanestro, professionisti che guadagnano cifre immense, fuori dalla realtà della gente comune, che li applaude come semidei dell’antica Grecia».

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