Grillo sbatte la porta in faccia a Bersani: «Stalker fallito, dimettiti». Il segretario: «Me lo dica in Parlamento»

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Grillo sbatte la porta in faccia a Bersani: «Stalker fallito, dimettiti». Il segretario: «Me lo dica in Parlamento»

Bersani? Un perdente, secondo Beppe Grillo. E con i perdenti non si fanno accordi. Sarcastica risposta da parte del leader del Movimento Cinque Stelle alle parole del segretario Pd, che ieri aveva ipotizzato una timida apertura al M5S. «Dicano che cosa vogliono fare per questo paese loro e dei loro figli» aveva esortato nella conferenza stampa post elettorale.

«Bersani è uno stalker politico. Da giorni sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro. È riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la buonanima di Waterloo Veltroni» si legge sul blog del comico genovese.

Il post sottolinea la collusione, da sempre sostenuta da Grillo, tra Pd e Pdl, un’ intesa che ha raggiunto il massimo grado durante il governo di Mario Monti, del quale i due partiti hanno costituito la maggioranza, almeno fino al ritorno di Berlusconi

«Negli ultimi venti anni il Pd ha governato per ben 10 anni e nell’ultimo anno e mezzo ha fatto addirittura il governissimo con il Pdl votando qualunque porcata di Rigor Montis.

Strette di mano e abbracci quotidiani tra Alfano e Bersani alla Camera».

Quindi, rimane la linea politica promessa a più riprese durante la campagna elettorale: «l M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (né ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle. Se Bersani vorrà proporre l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio (il M5S ha rinunciato ai 100 milioni di euro che gli spettano), se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione».

Immediata la controreplica di Bersani: «Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità».

Ci vediamo in Parlamento, quindi. E probabilmente non sarà un piacere per Bersani.

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