Grillo: 'Vendola un pensionato baby, privilegiato', la replica dell'ex governatore della Puglia

Grillo: ‘Vendola un pensionato baby, privilegiato’, la replica dell’ex governatore della Puglia

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Grillo: ‘Vendola un pensionato baby, privilegiato’, la replica dell’ex governatore della Puglia

E’ duro botta e risposta tra Beppe Grillo e Niki Vendola, il deputato di Sel, accusato dal comico genovese di essere un privilegiato, per avere conseguito il diritto ad andare in pensione dopo soli dieci anni di contributi versati. Le accuse sono state riportate sul blog del leader del M5S, che ha lanciato l’hashtag #babyVendola.

Dopo anni di lotte a favore dei lavoratori passati tra i banchi di Montecitorio e la buvette della Camera – scrive Beppe Grillo sul blog – , dopo migliaia di chilometri macinati nelle auto blu finalmente il compagno Vendola è giunto alla pensione. Alla veneranda età di 57 anni e dopo ben dieci anni di contributi versati come governatore della Puglia Baby Vendola si trova ora a dover vivere con soli 5.618 euro lordi al mese’.

Un commento al vetriolo che non è passato inosservato al parlamentare di Sel, ed ex presidente della Regione Puglia, che ha risposto in modo piccato alle osservazioni di Grillo: ‘Se fossi ricco come Beppe Grillo volentieri rinuncerei al vitalizio.

Sono stato eletto deputato in cinque legislature e presidente di regione per due legislature e tutti sanno che non mi sono arricchito e che non ho rubato’.

Secondo Vendola, Grillo ha messo in atto un nuovo linciaggio politico per denigrarlo: ‘Sono orgoglioso del fatto che la mia sia l’unica regione non coinvolta in rimborsopoli, io non mi rassegno alla barbarie’.

Dopo il commento di Grillo su twitter è spuntato un commento omofobo, contro Vendola che fanno riferimento alla omosessualità del parlamentare di Sel, che non ha mai nascosto le proprie inclinazioni, utilizzando dei termini offensivi. Il commento è stato cancellato, ma non subito, dal comico, ma tanto è bastato a scatenare le ire dei parlamentari che hanno accusato il comico di omofobia. Ivan Scalfarotto, il sottosegretario alle riforme costituzionali del Pd, ha reagito duramente: ‘Ecco perché il M5s non ha votato la legge sull’omofobia. Temevano la galera‘. Il commento è stato scritto da una follower del blog di Grillo.

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