Gruppo di esploratori in base spaziale russa: scoperti Space Shuttle abbandonati

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Gruppo di esploratori in base spaziale russa: scoperti Space Shuttle abbandonati

Scoperta di un gruppo di giovani esploratori
Uno shuttle nella base russa in Khazakistan

Il fatto

Trovato nella base U.R.S.S.

Un gruppo di esploratori, gli Exploring the Unbeaten Path – traducibile letteralmente come “Esplorando il sentiero imbattuto” -, che si dedicano in particolare a scoprire luoghi abbandonati, hanno deciso persino di attraversare su una gip il deserto del Kazakistan, arrivando a scovare una base spaziale russa risalente alla Guerra Fredda. Soprattutto hanno riportato alla luce degli space shuttle (navette spaziali) del cosiddetto Buran Program, iniziato nel 1974 e terminato con l’URSS: essi non sono mai stati mandati nello spazio, l’unico shuttle operativo è stato distrutto dal crollo di un hangar nel 2002; i fondi per le operazioni sono stati cancellati nel 1993 e le navette sono state lasciate dimenticati nel magazzino. Il video dell’intero viaggio degli Exploring the Unbeaten Path si trova su YouTube. Un viaggio che questi giovani stessi hanno definito “la più grande e la più costosa esplorazione nella storia dello spazio sovietico”; una “pazza e pericolosa missione” condotta armati di videocamera e resa ancora più suggestiva dallo svolazzare di qualche pipistrello nei dintorni.

Chissà se, dopo l’affascinante scoperta da parte del gruppo di Youtubers, la vecchia base spaziale russa con gli space shuttle riconosciuta come il più grande impianto di lancio del mondo, caratterizzata da rampe che avevano proprio questo scopo e da altre interessanti strutture, non venga riportata alla vita.

Caratteristiche del luogo

In Khazakistan

Uno degli esploratori, Bob Thiessen, descrive così la traversata: “Più ti ci avvicini e più diventa difficile … il deserto è pieno di tranelli e viene pattugliato”. Dopo essere scesi dalla gip, i giovani si sono mesi camminare per chilometri nel deserto, hanno superato recinzioni di filo spinato e sono arrivati alla meta. Vi sono rimasti 24 ore, quindi vi hanno trascorso la notte scambiandosi impressioni su ciò che stavano vedendo, “cose che non si vedono tutti i giorni”, hanno dichiarato, cercando di farle il più possibile vedere anche a noi nei dettagli. Hanno pure avuto per così dire “l’emozione” di salire in piedi su un shuttle e persino di entrarvi; di udire inspiegabili ed inquietanti rumori il cui mistero non sono riusciti a risolvere e così via.

Anche se era un luogo che, si notava, era tenuto al sicuro, aveva comunque un che di sinistro. E semplicemente per mangiare come hanno fatto i ragazzo di Exploring the Unbeaten Path? Hanno trovato qualcosa direttamente sul posto – persino una confezione di spaghetti alla bolognese pronti – e un pentolino per cucinare.

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