Gtt +30% di passeggeri, è il trionfo del monopolismo COMMENTA  

Gtt +30% di passeggeri, è il trionfo del monopolismo COMMENTA  

Torino. Sono uscite le cifre sui passeggeri che utilizzano servizi Gtt. C’è un bel +30%. Sarà migliorato il servizio, penseranno speranzosamente gli ingenui. Il prezzo del biglietto calerà, le linee aumenteranno in frequenza di passaggi e numero. Niente di tutto questo, ovviamente. Le linee continuano a diminuire, a essere malservite da pullman inefficienti e l’aumento resta. Ma perché c’è stato questo boom?

La risposta è desolante: le striscie blu costano troppo, quindi la gente fa due conti e preferisce combattere il caro-benzina correndo dietro al bus. 

E’ il trionfo del monopolio sulla libera concorrenza, sulla scelta del consumatore. A causa di una scelta che ammazza i piccoli commercianti del centro (chi va al negozietto centrale se poi deve pagare tre euro di parcheggio?) si viene obbligati a scegliere un servizio scadente, che meriterebbe una batosta da parte degli utenti.


E’ normale: se vado in pizzeria e la pizza sa di detersivo, cambio pizzeria. Se utilizzo un servizio che non soddisfa le esigenze del pubblico (peraltro non eccessive. Esempio: avere più pullman nelle ore di punta per non soffocare), non posso cambiarlo. Anzi, il Comune mi costringe di fatto a usare solo quello. Chi è invogliato a migliorare il servizio, se tutti lo usano ugualmente per forza?

Per l’aumento, definibile  senza timore ladrocinio, persino la Gtt si è scusata con una pubblicità: “E’ vero, il biglietto costa 1,50€, però abbiamo creato altri modi per risparmiare…”.


Non pensavo che l’avrei mai scritto, ma la bicicletta sta diventando la scelta più logica e libera(le) che si possa fare, contro questo abuso nei confronti dei cittadini. Con una decrescita del numero di passeggeri il servizio non migliorerebbe, ma l’ad Roberto Barbieri eviterebbe di lasciare un commento come “è una sfida mantenere alto il livello del servizio”, ma un più modesto e concreto “è una sfida raggiungere un livello accettabile”.

Vittorio Nigrelli

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