Guidare con le infradito: multe e sanzioni

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Guidare con le infradito: multe e sanzioni

Guida con le infradito: multe e sanzioni
Guida con le infradito: multe e sanzioni

Molti automobilisti si chiedono se sia consentito dalla legge guidare con le infradito o altre calzature aperte e se rischiano una qualche sanzione.

Con l’ arrivo dei mesi estivi molti automobilisti alla guida desiderano indossare calzature aperte, ma si domandano se si possa incorrere in qualche sanzione.

La legge a riguardo è stata abrogata 23 anni fa e dunque non è vietato l’ uso di tali calzature, come anche quelle con il tacco. Tuttavia, l’ articolo 169 del Codice della Strada prevede che il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie, in condizione di sicurezza, in modo da garantire la tempestiva frenata del mezzo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile” , pena una multa di 80 euro e la detrazione di un punto della patente.

Si tratta però, di un comportamento che raramente viene contestato poiché difficile da provare.

Oggi, i sistemi di frenata sono idraulici o computerizzati; in molte auto l’acceleratore è in grado di controllare il tipo di guida o, addirittura, bloccarsi entro una certa velocità preimpostata.

Questo ha focalizzato l’ attenzione su altre norme, cancellando il divieto di guidare con sandali e infradito.

Si legge inoltre, sul sito della Polizia di Stato: “il conducente deve autodisciplinarsi nella scelta dell’abbigliamento e degli accessori al fine di garantire un’efficace azione di guida con i piedi (accelerazione, frenata, uso della frizione)”. Sono necessari dunque responsabilità e buon senso anche per la guida a piedi nudi, non vietata dalla legge ma che a causa del sudore potrebbe non garantire un corretto uso dei pedali.

È raro, dunque, ricevere una multa a causa della guida con calzature aperte o a piedi nudi, ma potrebbe accadere che in caso di sinistro stradale l’ assicurazione possa utilizzare il fattore di inadeguatezza alla guida per avere una parte del risarcimento dovuto all’ automobilista.

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