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Guidi, dimissione accettate dopo le intercettazioni

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Guidi, dimissione accettate dopo le intercettazioni

Guidi, dimissione accettate dopo le intercettazioni

La Ministra Federica Guidi si è dimessa: nella serata di ieri aveva inviato la lettera al premier Renzi, che dagli Stati Uniti le ha accettate, iniziando subito a cercare un sostituto.

La decisione di dimettersi deriva da un’intercettazione tra lei e il compagno, Gianluca Gemelli, mentre parlano di un emendamento che avrebbe aiutato le sue aziende, inserito nella Legge di Stabilità. L’emendamento, inserito nella legge nel dicembre del 2014, dava il via al progetto Tempa Rossa, il quale prevedeva l’estrazione di petrolio nella Val d’Agri, e che avrebbe portato degli introiti milionari anche alle aziende di Gemelli, grazie agli appalti che saranno stati proposti.

Gemelli, subito dopo aver ricevuto la notizia dalla ministra, ha chiamato un rappresentante della Total – azienda che gestisce il progetto Tempa Rossa – avvertendolo della possibilità di avviare il progetto e dei futuri guadagni che questo avrebbe portato. Dopo le intercettazioni, la Polizia di Potenza ha arrestato sei persone, mentre Gemelli è solamente indagato per influenze illecite, in quanto il giudice non ha concesso l’arresto.

Nell’intercettazione tra la Guidi e Gemelli, l’ex ministra avvertiva dell’inserimento dell’emendamento nella legge e nominava anche Maria Elena Boschi, la quale avrebbe dovuto essere d’accordo sulla modifica.

Federica Guidi, nella lettera di dimissioni inviate al Presidente del Consiglio, ha scritto di aver svolto il suo lavoro sempre con professionalità e buona fede, ma gli avvenimenti l’hanno costretta a rassegnare le dimissioni. La risposta di Renzi non si è fatta attendere, mostrandosi addolorato per la decisione ma rispettandone la scelta.

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