Hard disk: cos’è e da cosa è composto

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Hard disk: cos’è e da cosa è composto

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Alla scoperta di uno dei device più utilizzati nel mondo dell’informatica: ecco cosa è un hard disk, e come funziona.

Conosciuto anche con il nome italiano disco rigido, l’hard disk drive, meglio conosciuto come hard disk, è un dispositivo di stoccaggio e memorizzazione di dati. È il maggior device di memoria di massa, basata su supporti magnetici – di solito due o più dischi – di capacità variabile e oggi misurata in megabyte o, più comunemente nell’evoluzione attuale dei supporti, in gigabyte. Malgrado l’hard disk stia progressivamente perdendo fette di mercato a vantaggio dei più moderni SSD, rimane tuttora un componente hardware presente in quasi tutti i PC, i Mac e in altri dispositivi. Quando gli hard disk sono inclusi “di serie” all’interno degli elaboratori elettronici, essi sono classificati come hard disk interni; viceversa, quando si ha a che fare con dispositivi di archiviazione dati di ingenti capacità separati (anche al momento dell’acquisto) dal computer, si ha a che fare con gli hard disk esterni, collegabili all’elaboratore generalmente tramite cavo USB.
Il primo hard disk fu brevettato dalla IBM nel 1956, e constava di 50 dischi metallici del diametro di circa 60 centimetri l’uno: era capace di memorizzare fino a 5 megabyte.

Il primo modello per PC, invece, arrivò nel 1980 a opera della Seagate Technology: la sua capacità era sempre di 5 megabyte. Da allora, l’evoluzione ha portato gli hard disk a “ingrandirsi” sempre più, fino ai numerosi terabyte dei modelli più evoluti di oggi. Questi ultimi sono dovuti alla scoperta della magnetoresistenza gigante da parte del fisico francese Albert Fert e del suo collega tedesco Peter Grünberg, principio alla base dei dispositivi di mass storage di grandi capacità attuali. Tale scoperta ha fruttato ai due scienziati il Premio Nobel per la Fisica nel 2007.
Il cuore degli hard disk sono i dischi (in genere da due a quattro, ma alcuni modelli arrivano a sei) di alluminio o vetro ricoperti di materiale ferromagnetico (in genere nichel, cobalto o ferro) e dotati di due testine ciascuno – una per ciascun lato -, che funzionano di concerto con loro: in pratica, è sui dischi che le testine “scrivono” i dati da memorizzare.

Durante il funzionamento, i due dischi girano a velocità sostenute (fino a quindicimila giri al minuto) mentre le testine, sollevate di pochi nanometri dalla superficie degli stessi, leggono o scrivono i dati. Un sistema di circuiti integrati denominato PCB sovrintende sia al funzionamento delle parti meccaniche (rotazione dei dischi, spostamento del braccio con la testina) che al trasferimento dei dati. I quali arrivano al frontend del computer, e dunque all’utilizzatore finale, grazie a un’interfaccia.

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