Hunger COMMENTA  

Hunger COMMENTA  

Nei primi anni Ottanta, nella prigione di Belstaf, il Maze, sono rinchiusi i prigionieri politici militanti dell’Ira. Oltre settanta detenuti che scelgono, dopo i ripetuti soprusi, di indire uno sciopero della fame perché il governo inglese conceda di nuovo loro i diritti negati. Bobby Sands, combattente dell’Ira, in carcere da diversi anni e primo sostenitore della rivolta, sceglie per primo di cominciare lo sciopero. Morto dopo oltre sessanta giorni di inedia e dopo qualche mese ed altri decessi, il governo senza ufficializzare lo stato di prigionia politica, reintegrò tutti i diritti negati fino a quel momento. 

1 / 2
1 / 2
  • hunger-2008-202x300
  • hunger 2

Indubbiamente impeccabile, formalmente perfetto, Hunger, il primo film di Steve McQueen, distribuito dopo aver acclamato il suo Shame uscito nel 2012, lavora sui contrasti, mostrando le dualità al suo interno. Brutalità e candore, omicidio e suicidio, libertà e prigionia. Non solo quindi ogni elemento non fa che presentare il suo opposto ma anche la regia è stilisticamente giocata in modo tale da evidenziarne i contrasti. Riprese fulminee, inaspettate e tremolanti testimoniano le barbarie e soprusi soffocati dalle urla, ed immediatamente dopo, un inversione repentina mostra piani sequenza lunghi ed impercettibili nella loro quasi immobilità da lasciare interdetti, tanto sembrino riflettere su i diritti negati, e testimoniare la fame (hunger) di libertà.


(trailer:http://www.youtube.com/watch?v=dmVPCX0LxN8)

Martina Bonichi

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*