Hyst da “Killer” a regista: la doppia realtà di Taiyo

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Hyst da “Killer” a regista: la doppia realtà di Taiyo

Hyst

Il prossimo pezzo è con Murubutu: "Se Ghemon mi chiama per fare un pezzo soul con gli strumenti sono al settimo cielo e se mi chiama Mecna per fare un pezzo con l'autotune mi prendo bene!"

Taiyo Yamanouchi, o se preferite Hyst, a detta sua vuole creare qualcosa che nessuno in Italia ha mai visto ancora. La realtà dicotomica del “Killer” romano classe ’75 non è soltanto nel tatuaggio dello Yin e Yang sul suo braccio ma è nella sua vita: a partire dalle sue origini etniche fino al suo nuovo progetto in cui il mondo musicale e quello cinematografico congiungeranno toccandosi più volte fino a creare una nuova realtà, una doppia ma unica realtà. Taiyo vuole fare una cosa un po’ alla Frank Ocean, presto uscirà il suo nuovo singolo, seguono due feattape e poi due nuovi album.

Intervista a Hyst

killerIl 26 giugno farai uscire qualcosa di nuovo..
Killer! Faccio uscire questo nuovo singolo, è un inedito che sarà dentro un feattape che si potrà scaricare gratuitamente, e che sarà disponibile su tutte le piattaforme. Sarà una prima fase per rimettermi in carreggiata con molta calma.

Ma il prossimo album quand’è che uscirà?
In questo momento ho un piano, ci sarà questo feattape cioè una raccolta di vecchie rime mixate da Tsura e con il singolo prodotto da Yazee a tutto ciò seguirà un altro mixtape speculare al primo, e poi dopo vorrei fare uscire un nuovo doppio album.

Quindi due feattape, uno bianco e uno nero, e poi vorrei fare uscire questi due album anch’essi speculari tra loro. Mi sono messo in testa che vorrei iniziare a raccontare in maniera più dichiarata la mia dualità con la musica, il mio non essere univoco in niente. Non sono univoco come artista, non sono univoco come etnia, come cultura, sono sempre almeno due cose contemporaneamente: sono lo yin e lo yang.

Virando sul mondo cinematografico dopo tutti cameo che hai fatto finalmente possiamo dire che nel prossimo progetto avrai un ruolo fondamentale, da protagonista e non solo.
Da protagonista dietro le quinte, un po’ dietro, un po’ davanti, in diagonale…sto portando avanti dei progetti di regia, di sceneggiature che ho scritto con Alessandro Regaldo e con l’aiuto di Grey Ladder che mi sta supportando in questa mia nuova veste di regista. C’è già un cortometraggio chiuso che girerà in questi giorni per i festival, noi speriamo comunque di raccogliere qualche premio ma in realtà questo corto è un pilota che potrà dare vita a una nuova serie.

Ci sarà quindi una serie thriller che si chiamerà “Helicon” nata dall’incipit del corto e collegata al video di “Killer” : sto iniziando a fare una cosa stranissima che nessuno ha fatto mai in Italia, sto cercando di allacciare i contenuti delle diverse discipline. Farà tutto parte di questo mio insensato disegno, è una cosa pazza ma dovevo farlo.

Tornando alla musica, tra tutti i featuring che hai fatto c’è un’artista che quando ti chiama per collaborare ti fa brillare gli occhi?
Ce ne sono diversi, tendenzialmente tutti i soci della mia etichetta e della mia crew godono della mia stima. Se mi chiama Kiave per fare un pezzo rappuso con Jhonny Marsiglia sono preso benissimo, se Ghemon mi chiama per fare un pezzo soul con gli strumenti sono al settimo cielo, se mi chiama Mecna per fare un pezzo con l’autotune mi prendo bene! Queste collaborazioni qui le diamo per assodate perchè fanno parte della mia crew, è un primo amore che non si scorda mai.

Al di fuori della crew in realtà ci sono tanti artisti e tante collaborazioni che voglio fare, che ho fatto e che rifarei, da chi è lontano e da chi non c’è neanche più (Primo Brown) ma anche i più prossimi come Peyote. Ci sono collaborazioni che mi piacerebbe fare, anche prendendo in considerazione la nuova scena trap italiana e anche collaborazioni in ottica album: forse metteremo su una cosa con Murubutu, una cosa che tanti fan chiedono e che forse si aspettano perchè da un certo punto di vista abbiamo un approccio simile alla musica e alla scrittura. Mi piace il suo viaggio, mi piace che sia riuscito ad imporsi con la sua visione molto di nicchia. Per la scena trap, mi piace molto questa nuova scrittura non lineare quasi per tagline e mi piacerebbe collaborare anche con artisti di questo genere…

Per l’intervista completa clicca sul video qui sotto.

Hyst da “Killer” a regista: la sua doppia vita.

Intervista esclusiva Notizie.it

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