I babi killer di Napoli, pronti a uccidere anche per 100 euro COMMENTA  

I babi killer di Napoli, pronti a uccidere anche per 100 euro COMMENTA  

Spari in strada per vendetta o per punizione ma anche semplicemente per testare le armi. E’ quanto avveniva a Napoli con il pieno coinvolgimenti dei minori, baby killer assoldati a ‘tariffe’ molto basse, anche 100 euro, dalla camorra per compiere le esecuzioni. Pur di riprendersi il quartiere i boss della camorra erano infatti disposti a tutto, e oltre ad imporre il pizzo a tutti, ambulanti e commercianti, ma anche prostitute e parcheggiatori abusivi, a Forcella chi non rispettava i dettami dei camorristi rischiava grosso.

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Fino al maxiblitz dell’Antimafia che ha portato a una sessantina di arresti. Nei dialoghi tra i babyboss di Forcella si potevano ascoltare parole di questo tipo: “Mentre stiamo salendo Sant’Agost….io e Toni…dissi spariamo in aria. “Chiavai” una botta in petto a un nero”, parole catturate dai poliziotti grazie a una microspia che ha memorizzato frasi da adulti pronunciate da quindicenni, nella fattispecie Cristiano e Antonio, nipoti degli ex boss di Forcella.

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E’ la terza generazione di boss della camorra che nel commentare uno dei più inquietanti episodi ricostruiti dall’inchiesta dei pm anticamorra Francesco De Falco e Henry John Woodocock sembrano parlare con superficialità.

Nella fattispecie l’episodio riguarda il ferimento con un colpo di pistola al petto di un cittadino del Bangladesh, solo per testare l’efficacia della pistola.

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Fortunatamente la polizia è riuscita a ricostruire molte delle azioni del gruppo e a fermare l’attività criminale.

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