I Cardinali a Roma: vogliono conoscere i contenuti del Vatileacks COMMENTA  

I Cardinali a Roma: vogliono conoscere i contenuti del Vatileacks COMMENTA  

 

 Roma– Per oggi si attende l’arrivo degli ultimi cardinali che dovranno decidere entro domani la data d’inizio del Conclave. Le congregazioni si svolgeranno solo la mattina, anche perché i «senatori» della Chiesa chiedono tempo per parlare con calma: un atteggiamento, questo, che potrebbe scardinare i tentativi di accordi e di candidature precostituite.


Si tratta di 115 elettori con meno di 80 anni. In realtà gli aventi diritto sarebbero 117 ma due di essi non prenderanno parte al Conclave. Si tratta dell’ indonesiano Darmaatmadija, assente per motivi di salute e dello scozzese O’Brien travolto dagli scandali sessuali a sfondo pedofilo. A lanciare le accuse erano stati 4 preti ( all’epoca dei fatti ancora seminaristi) molestati dal cardinale che, per sua piena ammissione, avrebbe sottomesso i giovani approfittando dell’alta carica (Fra i compiti del nuovo Papa ci sarà pure quello di avviare un’ulteriore inchiesta sulla pedofilia).

Molto probabilmente i cardinali si riuniranno entro lunedì 11 Marzo ed avremo il Pontefice prima di Pasqua.


Finisce così il Vicariato del “ Papa professore”, che il 19 aprile 2005 si era presentato al mondo attraverso la metafora della vigna, che ha “imparato ed esperito” che in essa cresce “sempre anche la zizzania” e che i peccati personali possono organizzarsi, e stratificarsi, in vere e proprie “strutture”.


Ed ‘ contro queste strutture, e forse a causa dell’insofferenza per il radicamento dei peccati all’interno della Chiesa, Benedetto XVI ha combattuto strenuamente, avviando un’azione d’irreversibile trasparenza culminata nelle meditazioni da lui redatte in cui denunciava “la sporcizia” della Chiesa.

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Proprio per questo motivo in questi giorni sentiamo sempre più spesso associare la figura di Ratzinger a quella di Gorbaciov e della sua perestrojka, anche se alla glasnost di Joseph Ratzinger sono mancati il necessario vigore, non solo psicofisico di un uomo attempato, ma anche la solidità strutturale di un sistema che probabilmente non ha voglia di essere riformato.

Eppure, anche solo il gesto che ha compiuto Benedetto XVI e le sue parole sferzanti sprigionano una spinta di governo ed esprimono un’autonomia di indirizzo con cui chi verrà dopo non potrà non raffrontarsi, già nel primo discorso della Sistina, davanti ai Cardinali che lo avranno eletto.

Ma torniamo ai Cardinali: molti di essi non si conoscono e si sono incontrati per la prima volta in questi giorni: prima di entrare sono stati spenti i telefoni, poi nell’aula del Sinodo sono state messe a disposizione dalla Santa Sede le varie biografie e tutti hanno dovuto giurare il massimo silenzio davanti a Sodano,( pena scomunica)-

“Prometto, mi obbligo e giuro di mantenere il segreto su tutto ciò che in qualsiasi modo abbia attinenza con l’elezione del romano pontefice”

Eppure, nonostante l’apparente fretta, c’è chi vorrebbe avere più tempo a disposizione per discutere dei temi scottanti come il Vatileacks, tema esposto almeno tre volte nell’aula del Sinodo.

La richiesta più pressante è stata quella di conoscere il rapporto riservato sulla fuga di documenti e i veleni curiali. Questo è accaduto perché alla congregazione generale erano presenti anche i tre inquisitori ( ultraottantenni) che hanno condotto le indagini sui “corvi”  ( alla congregazione infatti possono partecipare gli over 80).

Tre i porporati che hanno espresso il desiderio di sapere che cosa c’è scritto nella «Relatio» preparata dalla commissione dei cardinali detective, il cui contenuto, consegnato a Ratzinger, si trova attualmente in cassaforte e verrà affidato al nuovo Pontefice.

La richiesta è stata avanzata dal tedesco Walter Kasper, ottant’anni appena compiuti, in conclave per un soffio,( appartiene all’ala dei vecchi curiali più critici verso la gestione della Segreteria di Stato degli ultimi anni).  A Kasper si sono aggiunti anche due «papabili» europei di peso. L’austriaco Cristoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, che nel 2010 criticò pubblicamente l’ex Segretario di Stato Angelo Sodano per come erano stati gestiti i casi di abusi nell’ultimo periodo wojtyliano, e l’ungherese Peter Erdö, arcivescovo di Budapest.

I tre detecticve, Herranz, De Giorgi e Tomko, in realtà potrebbero dire qualcosa sui contenuti, senza scendere nei particolari, ma la Curia romana non è d’accordo! . Almeno questa è l’impressione che diversi cardinali hanno ricavato ascoltando le prime repliche informali del cardinale Julián Herranz, illustre canonista con una lunga esperienza curiale. È noto infatti che il «Papa emerito» non ha voluto divulgare il rapporto.

A dire il vero sono in tanti a volere chiarezza, anche al di là delle mura vaticane e alcuni movimenti riformatori, come “Noi siamo Chiesa”, rappresentano la volontà comune a molti porporati giunti da fuori Italia, intenzionati a discutere approfonditamente degli scandali che hanno travolto la Curia romana.

La volontà di chiarezza è stata affermata con toni decisi anche dagli arcivescovi di Washington e di Chicago, Donald William Wuerl e Francis George, abbiano sottolineato dopo la prima congregazione generale che il caso Vatileaks sarà argomento di discussione e che «verranno poste alcune domande ai cardinali coinvolti».

Anche le questioni legate al funzionamento della Curia hanno fatto capolino, e sono state accennate nell’intervento dell’arcivescovo di Lima, il cardinale Jean Luis Cipriani Thorne. Mentre rimane un tema centrale,  espresso soprattutto dagli statunitensi, la lotta alla pedofilia clericale e la continuazione dell’opera di pulizia intrapresa da Ratzinger: «È una grave ferita nel corpo della Chiesa  e il nuovo Papa dovrà affrontarla». Altri porporati hanno fatto interventi precisi e concreti su problemi legati alle procedure.

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