I comunicati Deiulemar fumo negli occhi degli investitori COMMENTA  

I comunicati Deiulemar fumo negli occhi degli investitori COMMENTA  

Torre del Greco (Na) – Assume sempre più i toni di una telenovela la vicenda del crac finanziario della Deiulemar. Forse addolcito dal clima pasquale l’avvocato Roberto Maviglia, amministratore unico della compagnia armatoriale, rilascia sul sito della società un nuovo comunicato nel quale si rende noto di una nuova richiesta alle famiglie Iuliano, Lembo, e Della Gatta “di formalizzazione di ulteriori impegni a mettere a disposizione le proprie risorse personali per consentire soluzioni finalizzate a dare ristoro ai creditori della Società”. Il nuovo comunicato diramato in data 7 aprile segue di due giorni la manifestazione degli obbligazionisti tenuta davanti alla Procura di Torre Annunziata. Ricordiamo che sulla vicenda esiste un fascicolo della Procura e 5 persone riconducibili alla compagnia sono iscritte nel registro degli indagati. Le denunce presentate fino ad ora dagli obbligazionisti, hanno fatto capire a Maviglia e soci che l’ipotesi di un concordato preventivo che prevede la conversione del capitale investito nel 30% delle azioni non è percorribile. Le denunce (sebbene poche rispetto ai 13000 obbligazionisti) iniziano a fioccare, Maviglia dunque prova a far calmare le acque con un comunicato che, a conti fatti, non dice nulla di concreto. La speranza, evidentemente, è quella di porre un freno, almeno momentaneo, alle denunce. Del resto tutti i comunicati diramati da Maviglia hanno un tono volutamente “tecnico”. Tecnicismi incomprensibili alla maggior parte degli investitori. Particolare cui Maviglia è consapevole e che mai si è preoccupato di utilizzare, accanto ai paroloni, un gergo più vicino alle persone che hanno investito i risparmi di una vita. Fumo negli occhi! Comunicati che mai dicono l’unica cosa che davvero interessa agli obbligazionisti: dove sono i quasi 700 milioni affidati alla compagnia armatoriale e, ancora, quali sono tutti i beni della società, in Italia e all’estero, e non un misero elenco di beni messi a disposizione, come contentino, degli obbligazionisti. Una messa di beni a disposizione, fra l’altro, fino ad ora potenziale e non effettiva. Da mesi si sente soltanto parlare, e zero fatti con tavoli tecnici continuamente rimandati. Nessun piano di rientro degno di essere definito tale è stato presentato. Maviglia, questa è l’impressione, naviga a vista. La priorità sembra essere salvaguardare le famiglie Iuliano, Lembo e Della Gatta, gli obbligazionisti possono attendere. Le denunce in Procura sembrano davvero essere l’unica strada percorribile e capace di fornire qualche garanzia agli investitori. Il resto sono chiacchiere per prendere tempo.

Vincenzo Borriello

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