I consumatori si dichiarano soddisfatti per la bozza sulle liberalizzazioni

Economia

I consumatori si dichiarano soddisfatti per la bozza sulle liberalizzazioni

Rosario Trefiletti, di Federconsumatori
Rosario Trefiletti, di Federconsumatori

Se il buongiorno si vede dal mattino, Mario Monti può essere soddisfatto della accoglienza riservata dalle associazioni dei consumatori alla bozza per le liberalizzazioni predisposta dal suo governo. Le quali affermano: “Le liberalizzazioni proposte, seppur non ancora confermate si allineano a quanto da noi richiesto”. I provvedimenti ventilati dal governo, se entrassero a pieno regime, potrebbero infatti comportare risparmi di almeno 900 euro all’anno per ogni famiglia italiana, con una ricaduta totale pari a 21,6 miliardi, un punto e mezzo di Pil, secondo le stime formulate dall’Antitrust. Che addirittura, a detta degli esperti, sarebbe sottostimato. La soddisfazione dei consumatori è anche il risultato del potenziamento della class action, previsto dalla bozza al punto 6. Vengono infatti eliminati alcuni meccanismi che spesso bloccano le cause collettive: non sarà più necessario che tutti i ricorrenti abbiano una posizione “identica”, ma basterà la più logica “omogeneità”, viene reintrodotta la possibilità di aderire all’azione collettiva fino al giudizio di appello (oggi fino a 120 giorni da quando il giudice ammette la causa). e a decidere se una clausola di un contratto è vessatoria o meno non sarà più solo il giudice su ricorso del consumatore o dell’associazione, ma l’Authority. L’appoggio delle associazioni dei consumatori riveste grande importanza per il governo, soprattutto a fronte delle reazioni spesso scomposte delle categorie che vedono i loro privilegi messi a repentaglio dal progetto di legge. Soprattutto i tassisti, hanno già cominciato uno stato di agitazione che rischia di far impallidire il ricordo di quanto successo all’epoca del decreto Bersani, quando i conducenti delle auto bianche arrivarono a forme violente di protesta. C’è comunque da giurare che i cittadini non li appoggeranno in questa esibizione muscolare dovuta ad un corporativismo sfrenato che si ritorce a tutto danno di chi è costretto a ricorrere a questo servizio, come ben sa chi ha avuto modo di usare il taxi nelle grandi capitali europee, ove le macchine in strada sono molte di più e a tariffe più convenienti.

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