I dodici comandamenti anti-tumore COMMENTA  

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prevenzione

Ridurre il rischio di ammalarsi di cancro deve essere un impegno quotidiano per tutti. Fatto di regole semplici ma precise e assolutamente alla portata di chiunque. A ricordarle sono gli esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), l’ente dell’Organizzazione mondiale della Sanità specializzato in oncologia. Si tratta di dodici comportamenti che, se adottati regolarmente, consentono di conseguire uno stile di vita più sano e di ridurre fortemente il rischio di ammalarsi.


 

  • Non fumare: il più importante fattore di rischio p il tabacco, responsabile di circa il 90% dei casi di tumore ai polmoni e del 60-70% dei tumori alla laringe, alla cavità orale, all’esofago, alla vescica e ai reni;
  • Fare attività fisica tutti i giorni: uno stile di vita dinamico può diminuire il rischio di ammalarsi di tumore, indipendentemente dal proprio peso.

    Un po’ di attività fisica quotidiana, unita ad una dieta corretta, nella donna riduce il rischio del tumore della mammella e dell’endometrio. E’ sufficiente un impegno moderato, come la camminata veloce, per 30 minuti al giorno, cinque volte alla settimana;

  • Il fumo passivo: respirare il fumo degli altri è in grado di raddoppiare il rischio di sviluppare un tumore del polmone anche su persone che non hanno mai fumato.

    I non fumatori, però, non sono consapevoli di quanto il fumo passivo faccia male alla salute. Oltre otto italiani su dieci non sanno che esso provoca il cancro del polmone;

  • Mantenere il giusto peso: sovrappeso e obesità sono condizioni che favoriscono la comparsa di tumori al colon, seno, endometrio e cistifellea;
  • Limitare le bevande alcoliche: se consumate in eccesso, si trasformano in sostanze cancerogene.

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    Si stima che, in Europa, un tumore su 10 negli uomini e più di uno su 30 nelle donne sia da attribuire al consumo di alcol. Lungo è l’elenco degli apparati più a rischio in seguito a tali abusi: tumori alle vie aeree e digestive superiori (cavo orale, faringe, laringe, esofago), al fegato, al colon, al seno;
  • Seguire una dieta sana: la ricerca ha dimostrato come il 30-40%dei tumori sia da ricondurre a cattive abitudini alimentari. Frutta e verdura sono alla base di una corretta alimentazione, ideale sarebbe consumarne cinque porzioni al giorno. Per scongiurare il rischio di ammalarsi, è da preferire anche il consumo di altri alimenti di origine vegetale, come legumi, cereali, tuberi e radici;
  • Evitare lunghe esposizioni al sole: un’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (Uv) nelle ore centrali della giornata causa danni alla pelle che possono portare, nel tempo, allo sviluppo di tumori. La correlazione tra esposizione al sole e melanomi appare un dato ormai consolidato: i rischi sono maggiori per le persone con la pelle chiara e i bambini;
  • Proteggere i luoghi di lavoro: alcuni studi hanno evidenziato come, in certe categorie di lavoratori, vi sia una maggiore frequenza di forme tumorali, legate all’esposizione a sostanze potenzialmente cancerogene, come ad esempio il benzene contenuto in alcuni solventi per il lavaggio a secco o gli idrocarburi policiclici aromatici che si trovano nei gasi di scarico delle auto e nel fumo prodotto dalla combustione del legno;
  • Allattare al seno (se si è donne): allattare in modo naturale è un fattore protettivo per la madre, poiché si prolunga il periodo di amenorrea. La prolattina prodotta durante l’allattamento blocca cioè le mestruazioni e si determina una riduzione dei tassi di estrogeno che fungono da coadiuvante nella crescita del tumore all’endometrio e alla mammella. La terapia ormonale sostitutiva contro i sintomi della menopausa, invece aumenterebbe le probabilità di ammalarsi;
  • Controllare i livelli di radon in casa: il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, che se inalato a lungo può essere causa di tumore al polmone. La principale fonte di immissione nell’ambiente è il suolo, assieme ad alcuni materiali da costruzione e, in alcuni casi, all’acqua;
  • Fare vaccinare i tuoi figli: i più piccoli devono essere vaccinati contro l’epatite B, perché così si riduce il rischio di insorgenza dei tumori al fegato. Le ragazze preadolescenti vanno invece vaccinate contro il Papilloma virus umano (Hpv), un’infezione comune a livello genitale che però è in grado di favorire la comparsa del carcinoma del collo dell’utero, dell’ano, dell’orofaringe e della base della lingua;
  • Seguire i programmi di screening: è bene che tutti partecipino ai programmi di screening contro il tumore dell’intestino, del seno, del collo dell’utero (questi ultimi due per le donne, l’uno tramite mammografia e l’altro tramite Pap-test). Essi hanno dimostrato di ridurre i tassi di mortalità, poiché permettono una diagnosi precoce della malattia.

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